Perché i pellegrini portano una pietra da casa sul Cammino di Santiago?

Hito o segnavia del Cammino di Santiago presso Mougás, circondato da pietre dipinte con disegni e messaggi dei pellegrini.
Pietre dipinte presso un segnavia del Cammino Portoghese della Costa, nella zona di Mougás, in Galizia.

Prima di partire, alcuni pellegrini scelgono una piccola pietra. La raccolgono in giardino, lungo un sentiero familiare o in un luogo al quale sono particolarmente legati. La mettono nello zaino e la portano con sé per giorni, talvolta per settimane, fino al momento di lasciarla lungo il Cammino di Santiago. Perché trasportano un sasso per tanti chilometri? E perché abbandonarlo proprio durante un pellegrinaggio?

La risposta si trova in una tradizione antica, che nel corso dei secoli ha assunto significati diversi. Oggi una pietra può rappresentare una promessa, una preoccupazione, il ricordo di una persona oppure un semplice segno di partecipazione a un’esperienza condivisa.

La Cruz de Ferro, dove i pellegrini lasciano le loro pietre

Il luogo più conosciuto per questa usanza è la Cruz de Ferro, chiamata anche Cruz de Fierro, sul Cammino Francese. Si trova a circa 1.500 metri di quota, tra Foncebadón e Manjarín, nella provincia spagnola di León. Un lungo palo di legno, sormontato da una piccola croce di ferro, emerge da un grande cumulo di pietre depositate nel tempo dai viandanti.

Croce di ferro su un alto palo di legno, sopra un cumulo di pietre, sotto il cielo azzurro.
La Cruz de Ferro, sul Cammino Francese, nella provincia di León, in Spagna. Qui molti pellegrini lasciano una pietra portata da casa. Foto: xtberlin / Pixabay.

Secondo la tradizione, il pellegrino porta una pietra dal proprio luogo d’origine e la depone ai piedi della croce. Alcuni la appoggiano in silenzio, altri accompagnano il gesto con una preghiera o una riflessione personale. La Cruz de Ferro è diventata uno dei luoghi più riconoscibili del Cammino Francese. Il grande mucchio di sassi che circonda la croce continua a crescere grazie ai pellegrini di passaggio.

La croce originale è oggi conservata nel Museo de los Caminos di Astorga, mentre quella visibile lungo il percorso ne è una sostituzione.

Da dove nasce la tradizione di lasciare una pietra?

L’usanza di accumulare pietre lungo i percorsi è molto più antica del pellegrinaggio cristiano a Santiago.

In diverse epoche i viaggiatori utilizzavano mucchi di sassi per segnalare valichi, incroci e punti importanti degli itinerari. Alcuni di questi luoghi avevano anche un significato religioso. Nell’antichità romana esistevano pratiche di offerta associate a Mercurio, divinità legata ai viaggiatori e ai commercianti. Con la diffusione del cristianesimo, alcuni cumuli di pietre furono sormontati da croci e incorporati nelle tradizioni di pellegrinaggio.

Questi accumuli sono conosciuti anche come milladoiros in galiziano e humilladeros in spagnolo, sebbene i termini abbiano usi e significati non sempre coincidenti.

Una testimonianza particolarmente interessante risale al Quattrocento. In una tavola del ciclo di Santiago, dipinta intorno al 1434 da Nicolás Francés per la cattedrale di León, compare un pellegrino intento a deporre una pietra vicino a una croce. Esiste inoltre un riferimento nel Liber peregrinationis, parte del Codex Calixtinus del XII secolo. Il testo racconta che i pellegrini raccoglievano una pietra a Triacastela, in Galizia, e la trasportavano fino a Castañeda, dove sarebbe servita alla produzione della calce per i lavori della basilica di Santiago.

Si tratta di un’usanza distinta da quella della Cruz de Ferro. Gli studiosi invitano inoltre alla prudenza nel considerare quanto questo trasporto avesse un’effettiva utilità materiale e quanto fosse invece simbolico.

Perché proprio una pietra portata da casa?

Il significato della pietra è cambiato con il tempo.

Nella tradizione religiosa il gesto è stato associato alla penitenza, alla richiesta di protezione e all’adempimento di una promessa. Il Museo das Peregrinacións e de Santiago include il trasporto e la deposizione di una pietra tra i rituali storicamente legati al pellegrinaggio.

Oggi molti camminatori attribuiscono al gesto un significato personale.

C’è chi sceglie una pietra per ricordare una persona cara, chi la associa a una difficoltà che desidera superare e chi la considera un ricordo della propria casa. Altri la depongono per ringraziare di essere arrivati fino a quel punto. Portarla nello zaino per molte tappe rende il gesto particolarmente concreto: il pellegrino sceglie un oggetto, lo trasporta e decide quando separarsene.

Non esisteun significato valido per tutti, né è necessario lasciare una pietra per completare il Cammino di Santiago o ottenere la Compostela. Molti pellegrini attraversano questi luoghi fermandosi semplicemente a osservare.

Mougás e le pietre dipinte del Cammino Portoghese della Costa

La consuetudine di lasciare pietre è presente anche in altri itinerari jacobei, dove ha assunto forme differenti. Un esempio si trova nei pressi di Mougás, nel comune di Oia, in Galizia, lungo il Cammino Portoghese della Costa, nel tratto che conduce verso Baiona. Qui un segnavia con la caratteristica conchiglia gialla su fondo blu è circondato da numerose pietre dipinte. Su alcune compaiono figure di pellegrini, paesaggi, simboli religiosi o messaggi di buon cammino. Altre riportano nomi, date e dediche.

Hito o segnavia del Cammino di Santiago presso Mougás, circondato da pietre dipinte con disegni e messaggi dei pellegrini.
Pietre dipinte presso un segnavia del Cammino Portoghese della Costa, nella zona di Mougás, in Galizia.

Nel tempo, l’accumulo si è trasformato in una piccola galleria di disegni lasciati dai viandanti.

Le testimonianze dei camminatori documentano la presenza di queste pietre almeno dai primi anni Venti del Duemila. Non è però possibile stabilire, sulla base delle fonti disponibili, quando sia iniziata l’usanza in questo punto preciso o quante pietre provengano effettivamente dai luoghi d’origine dei pellegrini. Le pietre dipinte di Mougás rappresentano una manifestazione contemporanea della partecipazione dei camminatori al paesaggio del Cammino, diversa per forma e storia dal rito tradizionale della Cruz de Ferro.

Una tradizione da rispettare, senza danneggiare il Cammino

L’abitudine di lasciare oggetti lungo gli itinerari pone anche una questione di conservazione.

Alla Cruz de Ferro, per esempio, le associazioni degli Amici del Cammino di Astorga e del Bierzo hanno dovuto organizzare interventi di pulizia per rimuovere fotografie, nastri, indumenti, oggetti di plastica e altri materiali abbandonati intorno al monumento. Anche accumulare pietre in luoghi naturali può avere conseguenze. Le rocce costituiscono spesso un riparo per piccoli animali e contribuiscono alla stabilità del terreno. Spostarle per costruire nuovi mucchi può alterare habitat sensibili.

Per questo è importante distinguere i luoghi storicamente associati alla deposizione di pietre dai cumuli improvvisati lungo sentieri, spiagge e corsi d’acqua.

Chi desidera partecipare alla tradizione dovrebbe rispettare le indicazioni locali, evitare di prelevare pietre dagli ambienti naturali e non aggiungere oggetti, vernici o decorazioni a monumenti e segnavia. Il gesto conserva il proprio significato anche senza lasciare nulla: una sosta, un pensiero o una preghiera possono accompagnare il passaggio in un luogo importante.

Una piccola pietra, molti significati

Sul Cammino di Santiago, le pietre lasciate dai pellegrini raccontano una consuetudine che ha attraversato epoche e interpretazioni differenti. Alla Cruz de Ferro il rito conserva un legame evidente con la storia della peregrinazione. A Mougás, le pietre colorate mostrano una forma più recente e spontanea di espressione. Per alcuni camminatori, lasciare una pietra significa ricordare qualcosa, per altri, segnare la fine di un periodo difficile o ringraziare per il percorso compiuto.

Qualunque sia il significato scelto, vale la pena conoscere la storia di questa tradizione e praticarla con attenzione verso i luoghi che accolgono i pellegrini.


Fonti e approfondimenti

Fonti consultate il 4 novembre 2026. Prima di partire, verificare eventuali indicazioni aggiornate sulla tutela dei luoghi e sulle modalità di visita.







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Viaggio con lentezza per ascoltare i luoghi e coglierne l’anima nascosta. Il turismo veloce mi lascia indifferente. Ai social, preferisco il racconto intimo e riflessivo dei blog.

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