Questo è il quarto episodio del viaggio di Valentina in Romania. Puoi leggere il racconto dal primo episodio.
Entro in internet per capire dove sono e realizzo di essere ancora molto più vicina ad Arad che a Timișoara. Faccio uno screenshot della mia posizione e lo mando al mio indirizzo email e a mia sorella, qualora dovessi andare in ipotermia durante la notte.
La fortuna vuole che abbia il numero di cellulare del ragazzo di Arad. Gli scrivo un messaggio spiegandogli la situazione e chiedendogli se sia normale.
Sono ancora relativamente tranquilla. Lui mi telefona immediatamente dicendomi di aspettare e vedere se arriva il treno successivo per Timișoara, che nel frattempo dovrebbe essere partito, e di restare sul treno. Mi dice di non avventurarmi verso Șagu, perché il paese è lontano dalla stazione.
Il tempo passa, fa sempre più buio, sempre più freddo e non arriva nessun treno. Scendo più volte dal treno deserto e mi rendo conto che sembra il set di un film dell’orrore: il silenzio è irreale. Scatto qualche fotografia per distrarmi e inizio a temere che dormirò lì per la notte.

Mi telefona di nuovo per sapere se ci sono novità. Poco dopo mi dice di aver trovato su internet un minivan che parte da Arad alle 21:00 per Timișoara. Se parte subito riesce a venirmi a prendere e a riportarmi ad Arad in tempo: ha deciso di salvarmi.
Arriva alla stazione alle 20:35 e, quando lo vedo scendendo dal treno, penso che non sono mai stata così felice di vedere qualcuno come in quel momento. Inizio a ringraziarlo all’infinito, ma non c’è tempo: mi infilo in macchina e parte la corsa contro il tempo verso la stazione di Arad.
Nel breve tragitto gli spiego: «Șină ruptă». Lui risponde: «Aaah, șină ruptă!». Ora è tutto chiaro: non è il treno ad essersi rotto, ma una rotaia, forse per il freddo. Ero davvero bloccata e da lì non sarebbero arrivati altri treni.
Non so come, arriviamo in tempo. Dopo l’ennesimo ringraziamento salto sul minivan.
L’interno è caldo, la radio è accesa e suona Don’t Cry dei Guns N’ Roses. Mi addormento con la testa appoggiata al finestrino gelido, pensando a quanto il genere umano sia ancora in grado di stupirmi.
A Timișoara mi aspettano circa due chilometri a piedi, cercando disperatamente di non scivolare sul ghiaccio. Sono stanca, infreddolita, affamata e dolorante. Prego che non ci sia nessuno in ostello al mio arrivo: ho bisogno di spazio.
Richiesta esaudita. Ostello deserto.

Mi faccio una doccia, preparo la cena e qualcosa di caldo da bere. Decido di non andare, l’indomani, a Oradea, un’altra città che volevo visitare ma un po’ fuori mano. Scelgo piuttosto di prendermi la giornata con comodo: avrò modo di constatare che, certe volte, non avere un piano è il piano migliore di tutti.

Sorrido mentre penso alla fortuna sfacciata che ho avuto e al fatto di essere finalmente al caldo. Leggo un messaggio di Adelina, che mi scrive che non intendeva esattamente quello quando mi aveva consigliato di provare l’esperienza del treno.
Decido di conservare il biglietto: lo incornicerò con scritto «Șină ruptă», oppure «Shit happens».
Mi appresto ad andare a dormire quando arriva un ragazzo tunisino, studente di medicina in cerca di un appartamento, con il quale avevo già scambiato qualche parola.
Mi chiede soltanto: «Com’è andata la tua giornata?». E divento un fiume in piena nel raccontargli la mia disavventura.
Scopriamo di avere una lingua in comune e parliamo in francese per ore, fino a quando il dormitorio si riempie. Arrivano quattro ragazzi giunti quella mattina, ma che non avevo ancora incontrato, e portano una ventata di allegria in quel dormitorio che nei giorni precedenti era stato un po’ spento.
Vengono tutti dai Paesi Bassi, ma soltanto una ragazza è olandese. Ci sono un ragazzo greco e una ragazza indonesiana che viaggiano con lei e un ragazzo indiano, quest’ultimo da solo, venuto a visitare un’amica rumena.
Ovviamente vogliono che racconti loro la storia di nuovo, da capo, e vogliono vedere le fotografie del mio «treno fantasma».
Il viaggio, però, non è ancora finito.
🇷🇴 Romania con lentezza: i racconti di Valentina Locatelli
- Io viaggio da sola: Romania con lentezza
- Romania in solitaria: vivere la cultura del posto
- Romania in solitaria: imprevisti di viaggio
- Romania in solitaria: shit happens!
- Romania in solitaria: non fare programmi
Questi racconti descrivono un viaggio compiuto nel 2017. Prezzi, orari, trasporti, locali e strutture citati riflettono l’esperienza dell’autrice in quel periodo e possono essere cambiati.
Fonti e approfondimenti
- CFR – linea ferroviaria Caransebeș–Timișoara–Arad
- Mersul Trenurilor – orari ferroviari aggiornati in Romania
Controllo redazionale: 21 agosto 2026. L’episodio racconta un imprevisto avvenuto nel 2017; collegamenti, orari e condizioni della linea ferroviaria vanno verificati sulle fonti aggiornate prima della partenza.

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