Meraviglie archeologiche del Niger: le Giraffe di Dabous

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By Albert Backer - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=25264071

Le giraffe di Dabous

Nel nord del Niger, a circa metà strada tra le città di Agadez e Arlit, e a pochi chilometri a ovest della strada che collega questi due luoghi, si trova un affioramento pietroso in cima al quale si trova un petroglifo eccezionalmente dettagliato di due giraffe a grandezza naturale.

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Questa regione, conosciuta come Dabous, ospita un gran numero di incisioni preistoriche che raffigurano bestiame e animali selvatici, alludendo a un periodo di tempo in cui l’Africa era molto più umida di oggi con una vegetazione lussureggiante, alberi e laghi, che hanno permesso a questi animali di sopravvivere. Fra le tante incisioni che i ricercatori hanno rinvenuto sul posto, le due giraffe sono le più famose. Notevoli, infatti, sono le dimensioni delle sculture, il realismo e le tecniche utilizzate per raffigurarle.

L’intera scultura è alta 15 metri: una delle giraffe è maschio, mentre l’altra, più piccola, è femmina.

Le incisioni delle giraffe sono state documentate per la prima volta da David Coulson nel 1997 durante una spedizione fotografica nel sito.

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By Albert Backer – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=25264070

Approfondimenti

Le Giraffe di Dabous sono un petroglifo neolitico nel Massiccio dell’Aria del Niger ad opera di un artista (o di un gruppo di artisti) sconosciuto. Si stima sia stato completato nel 8000 a.C., circa. L’incisione, alta una decina di metri consiste in due giraffe scolpite nella roccia Dabous con una grande quantità di dettagli. Dabous Rock si trova sul pendio di un piccolo affioramento roccioso di arenaria nelle prime propaggini delle “Montagne dell’Aria”.  Nei dintorni gli archeologhi hanno scoperto altre 828 raffigurazioni incise sulle rocce, di cui 704 sono animali (bovidi, giraffe, struzzi, antilopi, leoni, rinoceronti e cammelli), 61 raffigurano esseri umani e 159 rappresentano ancora un mistero.

Per maggiori approfondimenti, visita il sito (in inglese) della Fondazione Bradshaw. Si tratta dell’organizzazione che attualmente si dedica alla protezione e alla conservazione di questo petroglifo.

 


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