Lago di Como in Kayak/Canoa – un’avventura lenta di 4 giornate

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Sul Lario, da Laglio a Prato in canoa

Lago di Como in Kayak – Dopo un viaggio in Kayak sul lago di Viverone, sul lago d’Orta e sul lago Maggiore, per me e per il mio amico di pagaiate D., è giunto il momento di visitare il lago di Como. Questa volta, a differenza delle precedenti gite in Kayak, abbiamo solo quattro giornate di tempo a disposizione, pochi soldi, ma molta voglia di conoscere i borghi del lago, i suoi angoli più caratteristici e alcuni dei suoi parchi naturali. Abbiamo inoltre deciso di fare tutto il tragitto previsto in canoa, senza bisogno di tornare alla macchina per spostarci verso altre destinazioni del lago. È la prima volta che decidiamo di percorrere una lunga distanza esclusivamente in kayak/canoa e ci chiediamo dubbiosi: ci riusciremo o ci stancheremo prima del previsto?

Breve premessa

Scrivo quest’articolo con la speranza di poter ispirare qualcuno di voi a fare lo stesso, oppure aiutarvi a capire come affrontare un viaggio del genere, se vi piace l’idea. Si può viaggiare in Kayak sul lago di Como per un paio di ore, oppure mezza giornata, e poi tornare a casa/in albergo. Noi abbiamo voluto pagaiare per quattro giornate consecutive (4-5 ore al giorno) fermandoci a dormire nei campeggi o all’aperto.

L’abbiamo fatto per:

  • spirito di avventura
  • sport
  • ecologia
  • curiosità

Quindi, se siete curiosi di questa esperienza continuate a leggere!



Il tragitto

Il tragitto che abbiamo voluto percorrere comincia a Laglio fino a raggiungere una zona di Prato, entrambi paesini che si affacciano sul lago di Como nella sponda ovest.

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Si tratta di circa 31 km distribuiti in quattro giornate, quindi 10 km al giorno. Può sembrare poco, e forse lo è, ma c’è da dire che non era nostra intenzione arrivare prima a destinazione, o fare più chilometri possibile. Improvvisare e lasciarsi incuriosire dai posti, seguire l’ispirazione e fermarci ovunque avremmo sentito il bisogno di fermarci, ecco, questo è il viaggio che avevamo in mente di fare. Dopotutto stiamo parlando di viaggiare con lentezza.

Organizzazione

Quando si vuole fare un viaggio in Kayak o in canoa per più giorni consecutivi bisogna capire bene come organizzarsi. Chi viaggia con una canoa o un kayak tradizionale (non gonfiabile), per esempio, avrà bisogno di una macchina, con un buon montacarichi (oppure tanto spazio all’interno del veicolo). Bisogna scegliere il tragitto da effettuare e capire come poter tornare alla macchina (o alla stazione del bus/treno).
Noi abbiamo delle canoe gonfiabili quindi possiamo utilizzare bus, treni, o auto senza montacarichi per raggiungere fiumi e laghi. Molti Kayakisti avventurieri possono contare su amici e parenti per farsi lasciare da una parte del lago, o del fiume, e farsi venire a prendere dal lato opposto, (nella destinazione finale).

Condizioni del tempo (Edit)

È sempre opportuno ricordare che in quasi tutti i fiumi e i laghi del mondo è vietato entrare in acqua quando le condizioni del tempo sono avverse o c’è poca luminosità (nebbia o notte). Durante le fasi di organizzazioni del viaggio è bene sempre controllare il meteo e scegliere, possibilmente, giornate di bel tempo.

Parcheggio

Per il nostro primo viaggio sul Lago di Como in Kayak/Canoa abbiamo scelto come destinazione finale una zona del lago (Prato) dove si può facilmente prendere un pullman per tornare alla macchina (parcheggiata a Laglio).

Abbiamo parcheggiato la macchina esattamente qui.

Lungo tutto via Vecchia Regina ci sono diversi parcheggi gratuiti, perciò la vostra auto potrà rimanere parcheggiata per le diverse giornate che vorrete trascorrere in Kayak, se decidete di partire da lì.

A Laglio, nella via sopracitata, ci sono molte piccole spiaggette, oppure porticcioli dove si può scendere in acqua con il Kayak. Dunque gonfiate la canoa nel parcheggio (se ce l’avete gonfiabile) e portatela verso il primo molo o spiaggetta disponibile.

Noi abbiamo usato questa piccola spiaggetta (non il molo, perché era privato).

Entrata verso il molo e una piccola spiaggetta rocciosa

Checklist

È il momento di decidere cosa portarsi dietro. Nei nostri kayak ci sono:

  1. Tenda da campeggio
  2. Vestiti
  3. Asciugamano
  4. Cibo
  5. Ukulele
  6. Pompa Kayak
  7. Remi
  8. Corde

Tutto ciò di cui ho bisogno –a parte tenda, Ukulele, borsa-frigo e pompa–, è contenuto in un sacco impermeabile. Nel sacco ci sono dei ricambi, la mia amaca da viaggio, sacco a pelo, materasso e altre piccole cose utili. Nella borsa frigo c’è dell’acqua e pranzo al sacco.

La tenda che ci siamo portati dietro non è certo la più adatta per essere trasportata in un Kayak. Ma è una di quelle tende che si apre e si monta da sola in 3 secondi… w la comodità! In realtà, nei giorni seguenti ci siamo resi conto di non esserci portati dietro abbastanza ricambi. Ma, ehi, non esistono viaggi perfetti.

Partenza

La partenza è sempre uno dei momenti più emozionanti: chissà quali borghi pittoreschi e spiaggette selvagge riusciremo a raggiungere con le nostre canoe nel lago di Como!

Da Laglio attraversiamo subito il lago per raggiungere la sponda opposta –ovvero quella del lato est del “ramo” (o bacino) di Como. A giudicare dalla mappa la sponda est sembra essere più incantevole e selvaggia –almeno così abbiamo pensato–. Se conoscete il lago, cosa ne pensate? Ci siamo sbagliati?

La prima fermata (improvvisata) è Careno.

Abbiamo pagaiato solo per 15-20 minuti e già abbiamo sentito il bisogno di fermarci, richiamati dal fascino di questo antico borgo. C’è un piccolo porticciolo, parcheggiamo le nostre canoe come meglio possiamo (vedi foto) e ci allontaniamo per una breve visita.

kayak "parcheggio" kayak "parcheggio"

Saliamo per il paesino con la speranza di visitare una chiesetta antica, questa:

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Ahimè, sembra trovarsi in una proprietà privata, e soprattutto non si può entrare giacché è stata completamente murata. Peccato!

Una volta raggiunta la piazzetta con l’altra chiesa più moderna (quella di Maria Assunta) c’è la vista panoramica che ci ripaga per la sosta e la piccola salita che abbiamo dovuto sostenere a piedi.

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Ritorniamo quindi a pagaiare. La sponda est non delude le nostre aspettative, mostrandosi verde e selvaggia.

Lago di Como in canoa

Pagaiamo verso nord lungo la costa selvosa, per circa un chilometro e ci fermiamo spesso per qualche momento di relax. Durante queste brevi pause ci lasciamo cullare dalle onde mentre tutt’intorno a noi c’è silenzio e natura.

Lago di Como in kayak
In questo angolo del lago incontriamo spesso qualche cormorano. Sono uccelli che –al contrario di cigni e anatre– preferiscono starsene nascosti sulle cime degli alberi, nelle zone più selvagge e lontane dall’uomo.

Il borgo di Nesso

La destinazione successiva è Nesso, un altro incantevole borgo del lago.

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A Nesso comincia a piovere forte. Aspettiamo quindi che la pioggia svanisca. Non ci dispiace per niente, visto che il posto è davvero incantevole.

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Qui c’è un piccolo e famoso orrido. L’orrido di Nesso. Oltrepassando il ponte antico si entra in una piccola gola dove l’acqua di una cascata alta centinaia di metri precipita direttamente sul lago.

Come scritto nel seguente cartello:

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“L’orrido di Nesso fu visto e descritto da Leonardo da Vinci nel 1500 e Alfred Hitchcock girò alcune scene del film ‘The Pleasure Garden’ nel 1925”.

Sempre qui a Nesso chiacchieriamo con un giovane britannico di Bristol che decide, spavaldamente, di gettarsi dal ponte. Non potevamo non filmare la scena:

(Se non vedi il video, prova a rivedere le autorizzazioni e il permesso dei cookies per questo sito)



Carvagnana

Dopo Nesso pagaiamo fino alla frazione di Carvagnana. Si tratta di una frazione di Lezzeno che si trova ai piedi di un versante del rigoglioso monte san Primo che si affaccia sul Lago. C’è una spiaggetta, e c’è anche il bar di un Hotel. È giunto il momento che tanto aspettavamo, uno dei nostri rituali preferiti: quello del caffè, o del cappuccino al bar, dopo una bella pagaiata.
Per raggiungere il bar dobbiamo prima “parcheggiare” i nostri kayak in Spiaggia…

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In seguito, raggiungiamo a piedi la struttura alberghiera Crotto del Misto (http://www.crottodelmisto.com/) per ordinare il nostro sacrosanto caffè. (Ad ogni bar-stop ne approfittiamo anche per ricaricare i cellulari!).

Prima Notte all’aperto

È già tardo pomeriggio. Dobbiamo trovare un posto dove montare le tende. In questa sponda del lago non ci sono campeggi. E gli alberghi sono fuori dal nostro budget. Qualche ora prima avevamo individuato una spiaggetta libera e nascosta, ideale per montarci una tenda. Dalla frazione di Carvagnana torniamo indietro in quella spiaggetta-rifugio.

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Qui mangiamo, dopodiché aspettiamo che cali l’oscurità. Per via della vicinanza con le montagne, l’oscurità, in questa spiaggetta “stregata”, cala assai in fretta. Alle otto è già buio. L’ho chiamata “stregata” a causa delle strane sculture costruite con oggetti vari, abbandonati sul posto (tipo quel mappamondo che puoi osservare appeso sul ramo nella foto in alto). C’è anche una casa  “fantasma”, poco sopra la nostra posizione. Sembra essere abbandonata da molto tempo. Peccato! Un tempo doveva essere stata una bella dimora!

La seconda giornata ve la racconto nel prossimo articolo in uscita a breve su VCL! Stay tuned!


Leggi anche:

Una gita in kayak sul lago d’Orta



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