Lasciare tutto per una vita più libera: la scelta off-grid dei Wildlanders

Coppia in un terreno rurale al tramonto con furgone camperizzato, orto, pannelli solari e colline, simbolo di vita off-grid con pochi soldi e autosufficienza graduale.

The Wildlanders, è una famiglia che vive off-grid in Portogallo e racconta il proprio percorso tra terra, orti, furgone, sistemi solari, cibo autoprodotto e indipendenza pratica.

Lascereste tutto per vivere off-grid? Vendereste ciò che non vi serve davvero, ridurreste le spese fisse, vi spostereste in un furgone e usereste il denaro risparmiato per comprare un pezzo di terra? La domanda può sembrare estrema, ma il messaggio dei Wildlanders è proprio questo: quanto costa, ogni mese, mantenere una vita che spesso non ci fa sentire più liberi?

Affitto o mutuo, bollette, riscaldamento, acqua, carburante, abbonamenti, assicurazioni, piccoli acquisti continui.

Molte persone spendono gran parte del proprio reddito solo per restare dentro un sistema che chiede sempre di più. Se già state spendendo migliaia di euro o sterline all’anno per sopravvivere, forse la vera domanda non è “come posso permettermi una vita diversa?”, ma “quanto mi costa restare dove sono?”.

Questo è, per lo meno, il percorso logico dei Wildlanders, che nei loro video parlano di scelte pratiche, riduzione delle dipendenze, piccoli sistemi costruiti nel tempo e capacità da recuperare.

La loro ispirazione arriva dall’idea che una vita più libera possa nascere da decisioni graduali, spesso faticose, ma molto reali.

Guardate il video su FB (in inglese):

Prima di comprare terra, riducete ciò che vi trattiene

Uno dei passaggi più forti del video è l’invito a guardare con sincerità ciò che possedete. Auto, mobili, televisori, console, oggetti accumulati, cose comprate perché la vita moderna le presenta come normali o necessarie. Il primo passo suggerito: non acquistate subito un terreno, né costruite una casa o installate pannelli solari.

Piuttosto, togliete peso.

Questo non significa vivere nella privazione ma chiedersi quali oggetti vi servono davvero e quali, invece, vi tengono legati a spese, spazi e abitudini che non rispecchiano più il tipo di vita che vorreste costruire. Vendere ciò che non è essenziale può diventare un modo per recuperare denaro, ma anche attenzione, mobilità e chiarezza.

In questo senso, il minimalismo non è un’estetica ma uno strumento. Vi permette di vedere meglio quanto poco serve per cominciare a muoversi in una direzione diversa.

Chi sono i Wildlanders?

The Wildlanders è il progetto di Dom e Missy, una famiglia che vive off-grid nel Portogallo centrale, vicino a Castelo Branco. Dopo un periodo di viaggio in camper attraverso l’Europa, si sono innamorati del Portogallo e hanno scelto di stabilirsi su una farm, dove portano avanti un percorso di vita più sostenibile, semplice e legato alla terra.

Oggi condividono online il loro lavoro quotidiano tra orti, food forest, piante perenni, sistemi solari, vita in furgone, raccolta dell’acqua e piccoli passi verso una maggiore autosufficienza. Il loro progetto ispira perché mostra, oltre al lato bello della vita rurale, anche il lavoro quotidiano, la pazienza e le competenze pratiche necessarie per ridurre le dipendenze e costruire, poco alla volta, una maggiore libertà.

Il furgone come ponte, non come immagine da social

Nel percorso raccontato dai Wildlanders, il furgone ha un ruolo pratico.

 

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Con il denaro ricavato dalla vendita del superfluo, il suggerimento è acquistare il furgone più grande che ci si può permettere e trasformarlo in una piccola casa su ruote. Non una casa perfetta per essere postata su Instagram o Pinterest, ma uno spazio funzionale in cui dormire, cucinare, ripararsi e vivere con meno spese.

Un furgone può ridurre o eliminare l’affitto, abbassare i costi fissi e aprire una fase di transizione. Può permettere di viaggiare lentamente, conoscere territori diversi, capire il clima, osservare la terra, valutare zone rurali, cercare opportunità e imparare a distinguere i desideri reali dalle fantasie.

Naturalmente, vivere in un furgone non è facile per tutti.

Può essere scomodo, stancante e complicato dal punto di vista legale, soprattutto in certi Paesi. Però, come fase temporanea, può insegnare molto. Vi mostra quanta acqua usate, quanta energia vi serve, quanto spazio occupano le vostre cose, quanto il tempo atmosferico influisce sulla giornata e quanto comfort siete disposti a lasciare andare.

 

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Smettere di alimentare spese inutili

Il punto centrale del video è che quando smettete di pagare affitto, mutuo, bollette elevate e consumi continui, vi accorgete di quanto denaro spariva ogni anno. Quel denaro può diventare margine di libertà. Può servire a risparmiare, comprare terra, investire in strumenti, imparare competenze, costruire sistemi e muoversi con più autonomia.

Il messaggio non è “fuggite tutti in un furgone” ma abbassate le vostre dipendenze. Anche chi non vuole vivere off-grid può applicare questa idea. Ridurre le spese fisse, imparare a riparare, coltivare qualcosa, cucinare meglio, condividere strumenti, semplificare la casa, scegliere meno consumi e più capacità pratiche sono passi accessibili anche senza cambiare Paese.

 

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La terra arriva dopo, e richiede pazienza

Comprare terra può sembrare il traguardo, ma in realtà apre una nuova fase. Un terreno può non avere acqua, elettricità, accesso comodo, ombra, suolo fertile o strutture già pronte. Può richiedere anni di lavoro prima di diventare un luogo davvero abitabile e produttivo.

I Wildlanders mostrano bene questo aspetto: la vita off-grid cresce per sistemi. Prima un posto dove dormire. Poi un modo per gestire l’acqua. Poi energia solare, orti, alberi, compost, zone d’ombra, piccole costruzioni, recinzioni, attrezzi, semi, piante perenni, osservazione del terreno. Ogni miglioramento riduce una dipendenza. Ogni errore insegna qualcosa.

 

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Una food forest, cioè un sistema agricolo ispirato al funzionamento di un bosco commestibile, non nasce in pochi mesi. Il suolo migliora lentamente. Gli alberi hanno bisogno di stagioni. Alcune piante falliscono, altre sorprendono. Alcune soluzioni vanno rifatte. La parte più bella di questo percorso è anche la più impegnativa: accettare che la libertà richiede tempo.

La vera ricchezza sono le competenze

Coltivare cibo, cucinare da ingredienti semplici, raccogliere semi, riparare, costruire, osservare il meteo, capire le piante, gestire acqua ed energia: molte di queste capacità erano normali in passato. Oggi sono state delegate, dimenticate o trasformate in hobby.

La vita off-grid le riporta al centro. Non perché tutti debbano lasciare la città o vivere isolati, ma perché saper fare le cose aumenta le possibilità. Una persona capace di produrre anche solo una piccola parte del proprio cibo, sistemare problemi semplici e vivere con meno bisogni è meno vulnerabile ai cambiamenti esterni.

 

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Bisogna però comprendere che questo non equivale a diventare totalmente indipendenti. Quasi nessuno è davvero autosufficiente in senso assoluto. Anche chi vive off-grid ha bisogno di strade, strumenti, comunità, cure mediche, denaro, informazioni e relazioni. L’obiettivo più realistico è una dipendenza più bassa, una resilienza maggiore e un rapporto più diretto con ciò che sostiene la vita quotidiana.

 

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Una libertà costruita un passo alla volta

Un’altra cosa importante che l’esperienza dei Wildlanders ci insegna è che non serve avere tutte le risposte prima di iniziare.

Non serve possedere subito un terreno perfetto o una casa finita. Si può partire da una domanda, da una spesa tagliata, da un oggetto venduto, da una competenza imparata, da un piccolo orto, da una riparazione, da un cambiamento di ritmo. Per alcuni, questo percorso può passare da un furgone, per altri, da una casa rurale in affitto, da un orto condiviso, da un progetto comunitario, da un periodo di volontariato agricolo o da un balcone pieno di piante commestibili.

La direzione conta più dell’immagine.

 

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Vivere off-grid, poi, non significa smettere di lavorare.

Significa orientarsi verso un lavoro diverso: più fisico, più stagionale, più vicino alla terra e ai bisogni essenziali. Può essere una vita bellissima, profonda, piena di soddisfazioni, ma chiede pazienza, umiltà, resistenza e capacità di adattamento.

Secondo i Wildlanders possiamo tutti, se lo vogliamo, diventare un po’ meno dipendenti oggi rispetto a ieri. Un seme conservato, una bolletta ridotta, un oggetto venduto, una competenza imparata, una scelta più sobria.

La libertà, spesso, comincia con una serie di passi concreti, non con un salto nel vuoto.

 

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Pagine web per approfondire 🔍

  • https://www.facebook.com/TheWildlanders
  • https://www.instagram.com/thewildlanders
  • https://www.facebook.com/reel/2181965212643014


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About Alice 55 Articles
Cinque anni fa, grazie al wwoof, ho fatto un corso di Permacultura nel sud Italia e da allora curo il mio orto personale, nella mia piccola fattoria. Cerco di autoprodurre il più possibile e mi piace scambiare il surplus di prodotti con i miei vicini. Il mio sogno è ottenere presto gli spazi necessari per ospitare viaggiatori, nomadi e contadini da tutte le parti del mondo.

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