Il mio viaggio lento nei Balcani

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Tutti noi abbiamo un anziano parente, o almeno un vecchio amico che è stato nella Jugoslavia degli anni 80’. Veniva sempre descritta come un paese selvaggio, tutto da scoprire, dove si poteva arrivare al confine con uno zaino in spalla, e girarla con mezzi di fortuna, magari in autostop. Si narra che si dormiva in stanze affittate dalla gente del posto, dove potevi mangiare con la nonnina che ti cucinava Cevapci (il loro piatto tipico) nel giardino di casa, sorseggiando la loro fortissima Rajka, il liquore locale. Poi purtroppo è arrivata la guerra, e il paese si è diviso in diversi stati, e da lì molte cose sono cambiate.
L’area balcanica ora si è aperta totalmente al turismo di massa, alcuni paesi purtroppo in maniera esponenziale, come la Croazia, che in estate viene invasa puntualmente da orde di Italioti carichi di ormoni, rovinando la reputazione del nostro bel paese. Il mio obbiettivo era quello di conoscere la parte dei Balcani più autentica e incontaminata, così ho deciso di visitare questa zona partendo dalla parte opposta, da sud, più precisamente dal Montenegro, comprando così un biglietto aereo per Podgorica, la sua capitale, con la mitica Wizzair, la regina incontrastata del low cost dell’ est Europa. Da lì in poi avrei voluto risalire tutta la penisola fino a Trieste, ma siccome il tempo era poco, ho deciso per sicurezza di prendere anche il biglietto aereo di ritorno sempre daPodgorica, visto il prezzo irrisorio.

Kotor – amore a prima vista!

Il mio viaggio lento nei Balcani, kotorL’impatto con la realtà montenegrina non è stato dei migliori, il caldo era soffocante, e la città davvero bruttina, consigliata solo agli appassionati di brutalista architettura popolare sovietica. Penso già alla mia prossima meta, uno dei pezzi principali del mio viaggio, Kotor. Mi studio la strada per arrivarci mentre sono nell’ area relax del mio ostello di Podgorica, ma ecco qui il colpo
di fortuna, due ragazzi australiani seduti di fianco a me mi chiedono dove voglio andare, e con il loro incomprensibile accento aussie mi dicono che sono diretti proprio lì, nel gioiello del Montenegro, a Kotor! Mi faccio ripetere più volte l’organizzazione, perché il loro accento è molto pronunciato, e anche perché la terza pinta di Niksick si fa sentire. Fatto sta che l’indomani si parte con il passaggio in macchina di un local! Tra l’altro i due ragazzi staranno nello stesso ostello dove avevo previsto di soggiornare! Alla grande! A differenza di Podgorica, con Kotor è stato amore a prima a vista. Il centro storico del paese, patrimonio dell’ Unesco, è un piacevole agglomerato di vicoletti e chiese pittoresche circondate da aspre e dure montagne da una parte, e da dei fiordi marini dall’ altra. Sì, avete capito bene, dei fiordi, nell’Adriatico.

I fiordi di Kotor

Le bocche di Kotor sono uno spettacolo che non ha eguali in Europa e forse nel mondo, abbracciate da montagne di oltre mille metri di altezza, con un mare di un blu intenso che riflette la natura circostante, crea un panorama mozzafiato. Ho girato in lungo e in largo le sue baie e le insenature con una moto noleggiata sul posto, e oltre allo spettacolo naturale, ho potuto visitare splendidi paesini affacciati sulla costa, come Perast, da cui si può ammirare l’isola di Sveti Dorde, che regala una vista da cartolina, o anche Dobrota, cittadina molto autentica, e Risan, il paese più antico delle bocche di Cattaro.

Il mio viaggio lento nei Balcani – I fiordi di Kotor

Mostar

viaggio lento, autostop, balcani, consigliBellissime anche le crociere nei fiordi, che venivano organizzate nell’ostello dove alloggiavo, l’Old town hostel, che consiglio vivamente. Kotor mi aveva stregato e rapito, a tal punto che non volevo più andarmene, togliendo tempo prezioso al mio viaggio nei Balcani. Solo gli ultimi giorni mi sono deciso a proseguire verso nord, in direzione Bosnia, più precisamente a Mostar. Altro passaggio in macchina da due ragazzi inglesi, e dopo aver completato un viaggio tutt’altro che semplice, fatto di strade sterrate e dogane antipatiche eccomi nella città Bosniaca.

Qui l’atmosfera è completamente diversa dal solare e vacanziero Montenegro. Mostar mi è sembrata una città un po’ malinconica, dove gli strascichi della guerra civile sono evidenti, con molti palazzi ancora trivellati di colpi, e una netta divisione tra quartieri cattolici e musulmani. Se ci si addentra nel centro storico però la città sprigiona tutta la sua bellezza, con il suo bellissimo ponte sopra il limpido fiume Narenta, da dove giovani audaci si tuffano con un salto di circa 25 metri. Passo qui due giorni, al David hostel, consigliato da amici montenegrini, molto semplice ma la colazione che il gestore preparava era spaziale, così come la cucina bosniaca, che ho trovato ottima, una sapiente miscela di sapori orientali e mediterranei.

Il tempo stringe, non ce la farò mai a raggiungere Trieste in un tempo ragionevole, riesco a trovare un passaggio per Pogorica, la scelta di acquistare il volo di ritorno si è rivelata saggia. Riesco a salire sull’ aereo appena in tempo, e mentre prende quota, le vedo, per un’ultima volta, le bocche di Cattaro, una meraviglia divina che mi ha nutrito l’anima, e che mi porterò sempre nel cuore.

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Mostar è una delle più belle città della Bosnia-Erzegovina e una delle principali attrazioni dei Balcani. È ricca di cultura, storia e bellissimi edifici. Che tu abbia intenzione di rimanere per qualche giorno o di visitarla durante una gita di un giorno dalla vicina Croazia, Mostar merita sicuramente una visita.

 

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Luca Ottin


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