Viaggiare con lentezza contro il turismo frenetico

Turista stressato

Breve premessa

Il modo in cui viaggiamo mi dà da pensare. Oggi la maggior parte di noi sceglie di andare in vacanza in posti lontanissimi per restarci pochissimo tempo. In Italia ci sono dei luoghi stupendi da visitare, ma gli altri continenti sembrano attirare di più. Mi chiedo: perché andare via così lontano, così spesso, e per così poco tempo? Oltretutto spendendo ogni volta una barca di soldi!
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Quanto si spende ha poca importanza, ognuno di noi è libero di scegliere in base ai propri gusti e alle proprie possibilità. Però il turismo moderno è pieno di aspetti controversi.

Scoperta

Innanzitutto, per me, viaggiare dev’essere sinonimo di scoperta. Posso andarmene in Inghilterra, oppure in Svezia, in Portogallo o in Africa, dunque lontano. Ma dovrò prendermi il tempo che mi serve per conoscere in profondità i posti e la cultura della gente. Che senso ha percorrere migliaia di chilometri per vivere gli stessi comfort e le stesse abitudini del proprio paese? Che senso ha viaggiare con i propri familiari e amici senza incontrare e vivere per un po’ di tempo con la gente del posto, cercando un confronto per imparare differenze e punti in comune con loro?

Lentezza

Fondamentale è anche la lentezza: per raggiungere la meta bisogna impiegarci il tempo opportuno, quindi coprire le distanze lentamente, per assaporare tutti i momenti e i luoghi del viaggio, cercando di cogliere più dettagli possibile. Perché il percorso è tanto importante quanto la meta raggiunta. 

Aforismi di viaggio
Aforismi sul viaggiare. Li puoi trovare ogni giorno nella nostra pagina facebook.
turismo frenetico
Le spiagge diventano sempre più affollate e sempre meno vivibili

Semplicità

Sobrietà, essenzialità, rispetto verso l’ambiente ed i suoi abitanti, sono valori che tengo sempre bene in mente quando vagabondo, così come nella vita di tutti i giorni. Del resto questa è una delle differenze tra il viaggio di scoperta e la vacanza turistica. Se lo spirito dell’esploratore è già da tempo in sintonia con il concetto di rispetto verso tutto ciò che gli sta intorno, nel turista spesso viene a mancare questo tipo di cultura.

La scelta più ambita dei luoghi turistici sembra essere dettata da questa strana ossessione che spinge il turista a viaggiare il più lontano possibile dai luoghi legati alla routine quotidiana pur dimostrandosi sempre fedele alle vecchie abitudini. Nelle pesanti valigie il viaggiatore turistico mette tutto ciò che fa parte del suo stile di vita quotidiano: pasta, formaggi, salumi, prodotti tipici della propria nazione, cosmetici, computer, strumenti elettronici, giocattoli, riviste di gossip.  Sceglie spiagge con la sabbia bianca, ma non si fa mancare lettino e ombrellone, magari in “finta paglia” per giocare a”l’isola dei famosi“.

I luoghi turistici sono al riparo dalle popolazioni indigene, anche con l’ausilio di guardie armate, perché il turista è perennemente terrorizzato dall’idea che qualcuno possa rapirlo mentre si dirige al ristorante italiano situato dentro il villaggio più vicino. Non mancano gli animatori per fargli fare esercizi ginnici sulla battigia o giocare a pallavoloNon è raro, infine, che incontri vicini di casa nella medesima spiaggia esotica. 

Aforisma di Virgina Woolf

Dunque cos’è cambiato, a parte la vista sul mare ed una palma che fanno da sfondo?

Un viaggio autentico

 Il vero viaggiare, per me, dev’essere qualcosa di più profondo. Se l’obiettivo è solo quello di staccare la spina dal lavoro per riposarsi, è davvero necessario andare così lontano?

Vacanze a rischio

Coda di turisti
Coda per la visita alla Tour Eiffel in una giornata settimanale

Volenti o nolenti, i turisti non solo si accontentano di vivere delle esperienze spesso fittizie, ma per via della natura dei loro spostamenti, rischiano molte volte di trascorrere delle vacanze super stressanti. Ben noti sono i problemi che impediscono ai lavoratori in ferie di vivere una vacanza relax in tutta serenità. Tipo: 

    1. formicaio umano
      Una spiaggia affollatissima

      l’esodo estivo causa infinite code nelle autostrade e pesanti affollamenti nei musei o nei centri storici; questo succede perché tutti ovviamente partono per le vacanze negli stessi giorni e restano ingolfati nel traffico.

    2. la fiumana di gente accalcata nelle spiagge genera una situazione di soffocamento invivibile.
    3.  Il cambio d’abitudini ovvero lo sforzo per ambientarsi nella nuova location estiva in un tempo molto corto (solitamente una o due settimane) può mandare in tilt i più abitudinari, tanto che alla fine molti di essi scelgono di andare in vacanza in un posto fisso per tutta la vita.
    4. Lo stress delle valigie da fare (cosa portarsi dietro, cosa è consentito imbarcare in aereo ed i relativi problemi che sorgono ai check-in aeroportuali).
    5. La convivenza con i vicini di tenda in campeggio, i vicini d’ombrello in spiaggia o i vicini di stanza in albergo: a volte è insopportabile, poichè non tutti si rivelano educati e rispettosi.
    6. Il possibile maltempo che costringe a cambiare piani nei pochi giorni di vacanza concessi. 
Coda
Una coda infinita di automobili. Vanno tutti in vacanza nello stesso posto allo stesso momento.

Un nuovo modo di viaggiare

Bisogna trovare la forza per concepire un nuovo modo di viaggiare, spostarsi, progettare, vivere, sognare, relazionarsi, per acquisire una consapevolezza nuova ad ogni viaggio effettuato. Un nuovo modo cheche arricchisca, che ci permetta di godere davvero della scoperta e della novità di visitare nuovi posti, per tornare alle nostre case più ricchi, maturi ed entusiasti, invece che più poveri, non solo nei portafogli, ma anche nella nostra anima, privata di ciò di cui ha davvero bisogno: avventure, incontri nuovi, esperienze che siano nuove e, soprattutto, autentiche.

Leggi il post sul turismo in-sostenibile.

Esodo estivo
L’esodo estivo, un momento in cui le spiagge diventano veri e propri formicai
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