La lettera di Rita: voglio smettere di lavorare per soldi, ma come fare?

Orme sulla spiaggia

Riceviamo spesso diversi messaggi, la maggior parte dei quali molto belli e toccanti (grazie!). Tra questi quello di Rita che vogliamo pubblicare perchè secondo noi esprime bene i disagi, i sentimenti e i rancori che noi e molti altri giovani della nostra età nutriamo nei confronti di questa società. A Rita auguriamo tutta l’energia, il coraggio, la forza necessaria per affrontare il suo  lungo viaggio.

Messaggio da Tenerife

Ciao a tutti!

Mi chiamo Rita e vi scrivo da Tenerife, dove vivo da circa un anno, dopo aver lasciato la mia adorata ma disgraziata città natale: Roma.
Son venuta qui con la mia migliore amica con il gruzzoletto ereditato dai miei genitori che riposano per sempre entrambi.
Il progetto e’ stato creato e realizzato principalmente dalla mia amica/socia, ma dopo un anno di investimenti economici (tutti miei ) e grandi sforzi lavorativi (prevalentemente suoi a causa di un mio problema durante la scorsa estate) il negozio che abbiamo aperto e arricchito di merce non ha ancora, per diverse ragioni, dato a me il primo guadagno. Questo, oltre a ragioni di natura profondamente spirituale, mi hanno spinto a chiedermi se questo è il luogo che fa per me e il mestiere che mi realizza veramente. La crisi personale è arrivata in un momento in cui credevo proprio che questa sarebbe stata la mia nuova bellissima vita. E invece… 
Non so perché ma qui io non sto bene… ed ho sentito anche altre persone che hanno sofferto di malesseri psichici o di adattamento su quest’isola. Ho sempre amato profondamente natura, animali e vita a misura d’uomo, e ho tentato di adattarmi tutta la vita ad un sistema che però proprio non mi si confa. Sto pensando seriamente che io e il denaro (e tutto ciò che gli gira intorno… consumismo, globalizzazione, banche, speculazioni, burocrazia, strategie e quant’altro) non siamo fatti l’una per l’altro. 
Da sempre mi sento propensa allo scambio umano piuttosto che alla compravendita e ogni volta che ho investito denaro o ne ho avuto da spendere mi è sempre andata storta!
Amo sentirmi utile al prossimo, ricavo gioia nel donare, e per questo sono generosa anche quando non potrei permettermelo. L’idea di fare volontariato mi ha sempre ronzato nella testa, ma prima di fare una scelta simile credo che si debbano considerare molti fattori. Prima di tutto la grande capacità di adattamento a condizioni quasi mai confortevoli e comode, quali quelle a cui sono e siamo spesso abituati. 
Mi piacerebbe molto anche rendermi utile in situazioni dove c’è bisogno di aiutare i più sfortunati o emarginati, ma capisco che dovrei avere una grande forza che al momento attuale non sono sicura di possedere.
Per questo prima di imbarcarmi in un impegno, in luoghi difficili, in realtà magari pesanti, che richiedono presenza totale, vorrei mettermi alla prova in qualcosa di meno “drastico” e distante da quella comoda, seppur non da nababbi, realtà alla quale sono abituata da una vita.
Conosco, oltre ad un ottimo italiano, un buon inglese (ho vissuto a Melbourne per quasi due anni) un po’ di francese e ora che son qui mastico un po’ di spagnolo (ma non mi piace…). 
Il mio sogno è quello di mettere a disposizione il mio capitale umano e ricevere in cambio condivisione, affetto e contatto con una natura ancora non troppo contaminata dall’impatto dell’uomo. E non amo stare in un posto che limiti i miei orizzonti di conoscenza e sviluppo… sono fondamentalmente una nomade. 

Spero di non avervi annoiato con il mio racconto e spero che possiate darmi un consiglio su come affrontare questa scelta, ponendomi di fronte alle diverse possibilità e aprendomi gli occhi su un mondo a me finora sconosciuto o appena immaginato.  Vi ringrazio sin d’ora per il tempo che mi avete voluto e mi vorrete dedicare.

Grazie di cuore! 

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Noi abbiamo scritto a Rita i nostri consigli e le nostre opinioni. Quali sono le vostre? Scrivetecele nei commenti!

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