I buon samaritani dell’autostop: qualche numero dalla nostra esperienza di viaggio

Viaggio in autostop
Alla stazione di servizio

Qualche statistica sul nostro viaggio in autostop

Viaggio in autostop

Vorremmo dedicare due righe a tutte quelle persone “di buon cuore” che ci stanno aiutando a raggiungere le destinazioni varie e senza le quali il nostro esperimento della vita senza soldi non sarebbe possibile. Si tratta di autisti, uomini e donne, che ci caricano in macchina, senza avere pregiudizi, senza avere paure. Chi sono queste persone in particolare? Sono hippies? Sono individui religiosi? Sono giovani o vecchi? Poveri o ricchi?
.

L’identikit del buon samaritano

Viaggio in autostop
Jesus, amico di autostop

Difficile costruire l’identikit del buon samaritano. Molti degli autisti che ci hanno caricato, hanno ammesso di aver fatto l’autostop in gioventù e per questo sono disposti ad aiutare un giovane per strada. Questo è -solitamente- il fattore comune. Ma l’umanità della gente ha numerose sfaccettature e, forse, tutto ciò che conta è sapere che si può ancora contare sul prossimo. Eravamo abbastanza convinti di questo anche prima di partire e ora, attraverso questo esperimento di viaggio, lo possiamo confermare.

Purtroppo, rimane il fatto che la maggior parte della gente non si ferma. La ragione è che ha paura di fare brutti incontri: la televisione ha avuto un’influenza non trascurabile nella mente e nella cultura generale. Per la strada continua a prevalere l’indifferenza, soprattutto nelle vie delle grandi città. Se provassimo a tirare fuori qualche numero dalle nostre ultime esperienze, potremmo affermare con sicurezza che circa il 90% degli autisti diretti verso la nostra stessa direzione, e con almeno due posti in macchina vuoti, non e’ stato disposto a caricarci in auto, passandoci davanti nella totale indifferenza. Forse la barba lunga che Simone si è lasciato crescere ha scoraggiato i poveri conducenti?
.

Impossibile?

Molti ci dicono: “al giorno d’oggi è impossibile fare l’autostop, nessuno si ferma“; eppure non credono alle loro orecchie quando gli  rispondiamo che abbiamo percorso migliaia di km in autostop (non riusciamo a crederlo nemmeno noi) e siamo arrivati sempre puntuali a destinazione! Per strada ci rallegriamo quando vediamo arrivare in lontananza un furgoncino hippie, ma la maggior parte delle persone che ci ha aiutato è gente comune. Certo, si tratta sempre di pochi individui rispetto alla massa. Nessun biasimo o risentimento nei confronti della parte restante: la nostra società non fa abbastanza per educare alla solidarietà. O meglio: ci sono dei momenti e dei luoghi precisi in cui gesti solidali e atti generosi possono essere elargiti. Al di fuori di quei contesti culturalmente prestabiliti, generosità, fiducia e mutuo aiuto sono solo parole che si disperdono nell’aria.

Viaggio in autostop

Precarietà

Quando una persona non si ferma è difficile dire se si tratta di paura, pigrizia, fretta o indifferenza; in ogni caso non è un buon sintomo: la precarietà che si sperimenta durante un viaggio in autostop è, per noi, un segno del fallimento del nostro sistema a livello umano e sociale. Difficile pensare di poter costruire un futuro migliore senza un buon livello di fiducia e coesione fra gli esseri umani. Viviamo nell’epoca del consumismo più sfrenato e dell’individualismo più assoluto. In questo tempo ognuno vive e pensa per sé. L’individuo è chiuso nel proprio mondo, nella propria sfera privata.

Per questo crediamo che, forse, viaggiando in questa maniera siamo costretti a combattere, quindi vincere, la paura, i pregiudizi e tanti altri condizionamenti socio-culturali. Si può anche ispirare altre persone a vedere al di là della propria cultura, delle proprie abitudini e dei modi di pensare.

Come ai tempi dei nostri genitori

Per fortuna, oggi, è ancora possibile fare l’autostop. Come al tempo dei nostri genitori, l’autostop è capace di stupire, arricchire, meravigliare, forse più di qualsiasi altra esperienza di viaggio. Lo sa bene chi lo pratica! Gli autisti che ti caricano in macchina a volte ti accolgono anche nella loro vita: è proprio in quel momento che mille sorprese si nascondono dietro l’angolo! Sta a noi accettare o meno questi doni del destino, senza sentircene in colpa: prima o poi saremo pronti a restituire tutto il “bene” che abbiamo ricevuto.

Restate sintonizzati per i prossimi aggiornamenti!

Viaggio in autostop
Roberta & Simone

Leggi anche:

About Roberta&Simone 59 Articles
Siamo due ragazzi di Torino che hanno deciso di prendersi del tempo per esplorare l'Europa, senza limiti, senza piani e soprattutto... senza soldi! Ce la faremo? Seguite la nostra avventura!

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*