Slow adventures: l’odissea autostoppistica di Simone e Roberta in Spagna

Toro di Osborne

Il lungo viaggio in autostop verso Madrid

Secondo giorno di autostop in Spagna

Vi abbiamo lasciati con la descrizione della prima sessione di autostop in Spagna. Da qualche giorno abbiamo infatti lasciato la Francia e raggiunto l’altro lato dei Pirenei. La penisola Iberica sembra riservarci un mare di avventure (e disavventure). Quelle raccontate nell’ultimo post ci hanno provato umanamente, sia in senso positivo che negativo. Da una parte infatti ci hanno colpito i gesti solidali delle persone incontrate, dall’altra le lunghe attese in autostop e altre situazioni difficili ci hanno messo a dura prova. Le nostre prime peripezie in Spagna si sono tuttavia concluse per il meglio, con l’ospitalità a casa di Raul, un giovane uomo catalano (clicca sulle foto per ingrandirle).
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Dopo averci offerto un’ultima colazione al bar, Raul ci ha lasciato in mezzo alla strada e da lì abbiamo cominciato a dirigerci verso Madrid.
autostop
Foto scattata da Raul, prima di lasciarci

Luoghi magici: San Esteban de Gomaz

Alla fine di un’altra lunga giornata di autostop ci siamo ritrovati  in un’incantevole città chiamata san Esteban de Gomaz, piena di case costruite con mattoni di paglia e fango. Rilevanti sono state anche le caverne scavate nella roccia e le “bodegas“, gallerie sotterranee dove si conserva il vino (vedi foto qui sotto).

Un’atmosfera di luci particolari ha contribuito a rendere più avventurosa la nostra permanenza notturna: dopo una chiacchierata con dei ragazzini del luogo, ci siamo diretti nella galleria porticata della chiesa principale, dove ci hanno consigliato di passare la notte. (foto in alto). Si tratta dell’ennesima tappa improvvisata, che però ci ha piacevolmente sorpreso. E’ bello scoprire che ci sono tantissimi posti belli nel mondo, pur non essendo conosciuti.
Ed è bello finirci per caso, quasi per magia, come in uno di quei racconti fantasy dove i protagonisti si perdono e si ritrovano. Luoghi dell’anima.

Terzo giorno di autostop in Spagna

Ieri, infine, siamo riusciti ad arrivare a destinazione, a Villa del Prado, dove ci hanno atteso amici di vecchia data. La sessione in autostop per raggiungere questo paese è stata la più difficile perché i conducenti ci han sempre lasciato in strade poco frequentate!

Scenari alla route66: strade lunghissime, un calore tremendo, nessuna macchina nei paraggi. Le poche automobili in vista sfrecciano a 100 km/h e non sembrano notarti.

Una nota positiva dell’autostop in Spagna è che comunicare con gli spagnoli è facile: spagnolo e italiano sono lingue praticamente gemelle. Se il francese ci aveva messo a dura prova, lo spagnolo è davvero una lingua piacevole e semplice da comprendere. Ed è proprio grazie alla nostra capacità e possibilità di comunicare con gli ispanici che siamo riusciti in qualche modo a cavarcela e uscire… dal deserto.

Una nuova “casa”

Bueno, adesso vi scriviamo dalla nostra nuova “casa”. Finalmente! Abbiamo ritrovato degli amici che ci aspettavano e che, come noi, non vedevano l’ora d’incontrarsi. Allo stesso modo abbiamo conosciuto gente nuova da tutte le parti del mondo (i volontari della fattoria). Avremo modo di parlarne meglio nei prossimi giorni; ci scusiamo per la debolezza grammatico-lessicale, e per la sintesi delle avventure, però ricordiamo che il tempo che dedichiamo alla stesura dei post è molto limitato! In compenso le avventure da vivere sono molte…

viaggiare senza spendere soldiContinuate a seguirci, speriamo di avere nuove sorprese da raccontarvi su questo viaggio senza spendere soldi.
Hasta pronto chicos!

Roberta e Simone in viaggio

ALCUNE FOTO TRATTE DALLE ULTIME SESSIONI DI VIAGGIO:

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Siamo due ragazzi di Torino che hanno deciso di prendersi del tempo per esplorare l'Europa, senza limiti, senza piani e soprattutto... senza soldi! Ce la faremo? Seguite la nostra avventura!

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