Da Torino a Lisbona in autostop e senza soldi: gli aspetti positivi

Simone e Roberta dopo il lavoro in fattoria

Aspetti positivi del viaggio senza denaro

Siamo già arrivati a metà del nostro viaggio. E’ già passato un mese e mezzo (Sigh! Sob!).

Riepilogo.
Il giorno 26 di giugno partendo da Rivoli, una località di Torino, abbiamo raggiunto la Francia in autostop e abbiamo viaggiato visitando piccoli villaggi, uno dopo l’altro, fermandoci a lavorare a casa di famiglie del posto che ci hanno ospitato in cambio di vitto e alloggio, niente retribuzioni! In precedenza avevamo scritto un post sugli aspetti negativi. Oggi ne scriveremo uno sugli aspetti positivi.
I vantaggi di questo modo di viaggiare (cioè senza utilizzare denaro), a nostro avviso, sono molti di più degli svantaggi. Uno dei più grandi insegnamenti di questo esperimento sociale è incredibilmente sorprendente: meno spendiamo soldi più autentiche e profonde sono le nostre esperienze! Incredibile vero? Eppure, solo per fare un esempio, non potendo pagare per soggiornare in un albergo siamo costretti a incontrare la gente del posto, farci conoscere, chiedere loro ospitalità, offrire in cambio la nostra compagnia e una mano in qualsiasi mansione domestica.

Imparare nuovi mestieri

Tutto questo ci porta a conoscere meglio la cultura locale, migliorare la lingua del posto, apprendere costumi e tradizioni, ma anche imparare nuovi mestieri che potrebbero essere utili per il nostro futuro. Durante questi mesi, ad esempio, abbiamo imparato a:

-mungere le capre (ottima skill soprattutto se si vuole imparare a fare il formaggio ed essere autosufficienti in una fattoria);
-costruire una terrazza con le pietre senza utilizzare il cemento;
 -stuccare le pareti con la paglia e la calce;
-stuccare le pareti e verniciarle con il solo ausilio di calce e sabbia.
-tagliare l’erba e potare gli alberi
-curare malesseri del corpo attraverso le tisane di piante.
-costruire mura con mattoni
-applicare alcuni metodi della permacultura
-apprendere e cucinare nuove ricette (insalate, primi piatti).
-altri mestieri… li scopriremo presto nei prossimi giorni!

Tempo a disposizione

Come scritto nei post precedenti, il nostro viaggio lento ci consente anche di avere molto tempo libero. Non lavorando per denaro ma solo per l’ospitalità, non ci è mai stato chiesto di lavorare per più di 5 ore al giorno; le persone che ci ospitano sono spesso persone incontrate sul posto. Nelle ultime settimane però abbiamo utilizzato anche il network del wwoofing e quello di helpx; quest’ultimo prevede che i volontari collaborino per un massimo di 6 ore al giorno in cambio di ospitalità. Prendendo in esame tutto il percorso del viaggio da un mese a questa parte, abbiamo calcolato che il lavoro (volontario) ha occupato in media circa 3 ore al giorno.

 Ci sono giorni in cui lavoriamo 6 ore e altri giorni in cui non lavoriamo per niente.
Chi offre ospitalità con il wwoof o le altre piattaforme di scambio alla pari non ha aspettative professionali da parte dei volontari, sia a livello di tempo che a livello di qualità del lavoro. Questo non significa che non bisogna impegnarsi! Tuttavia è un’ottima occasione per chi ama avere tempo libero e per chi ama viaggiare stando a contatto con la gente del posto.
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Bussare alle porte

CarcassoneMolti viaggiatori che abbiamo conosciuto durante il viaggio, non potendo affidarsi a internet come facciamo noi, sono costretti a improvvisare e bussare, di casa in casa, chiedendo lavoro in cambio di un letto e di cibo: il loro viaggio, la loro avventura, è senz’altro più autentica e avventurosa della nostra. Anche noi tuttavia non abbiamo accesso costante alla rete: non tutte le famiglie che ci ospitano hanno internet e non tutti i paesi che visitiamo hanno una biblioteca dove poter usare gratuitamente il computer. Perciò, anche noi,  spesso, ci siamo visti costretti a improvvisare e contare sull’aiuto della gente del posto.

Luoghi magici

Un altro punto interessante del viaggio lento, senza denaro, è l’aspetto geografico-culturale. La maggior parte dei villaggi in cui approdiamo per scelta o per caso, sono sconosciuti ma particolarmente incantevoli. Qui in Spagna il clima è più torrido, ma i pueblos spagnoli non sono meno affascinanti. Qualche volta ci ritroviamo anche in città o località turistiche, dove il traffico e la fiumana di gente ci impedisce spesso di godere appieno della bellezza del posto. Cerchiamo di evitarle, anche perché è difficile non spendere soldi in questi posti progettati appositamente per farceli spendere.

Ma chi ha detto che Parigi e Montecarlo debbano essere le sole mete interessanti da visitare in Francia? L’Ardeche e i Paesi Catari, che abbiamo visitato, sono meno famosi rispetto alla Tour Eiffel. Ma sono ottime alternative al turismo di massa.  Sono luoghi che ci hanno colpito molto, con le loro distese di verde, i loro boschi, le foreste, i fiumi. In qualche modo sembrano essere ancora autentici, intatti. Noi, protagonisti della nostra avventura, abbiamo il potere di scrivere la nostra storia sullo sfondo di questi paesaggi e questi luoghi affascinanti. 

Incontri interessanti

Da Torino a Lisbona in autostopAnche le persone che abbiamo cominciato a frequentare subito dopo la nostra partenza sono molto particolari, con personalità, gusti, passioni, interessi, principi e valori particolari. Abbiamo fatto amicizia con animalisti, naturisti, spiritualisti (gente che compie viaggi astrali o che afferma di parlare con gli spiriti della natura!) ecologisti, sognatori, viaggiatori, scienziati ma anche gente semplice, comune, con un cuore grande; questi incontri preziosi difficilmente accadono quando si viaggia in zone turistiche o si vive in una grossa città, dove tutti si spostano correndo, presi dall’adrenalina da lavoro, gli impegni, gli affari, il traffico, i problemi della convivenza. In città si discute sempre delle stesse cose… il lavoro, il calcio, l’economia, la crisi economica, le bollette da pagare, i social network, il grande fratello, i vip: cose che siamo costretti a sorbirci e che non contribuiscono minimamente a una nostra possibile evoluzione (umana, interiore, intellettuale, spirituale).

Almeno questo è il nostro parere! 

Consapevolezze…

Al di là di questo viaggio e degli aspetti che lo rendono interessante, è l’improvvisa consapevolezza di quanto sia importante “economizzare” il tempo della nostra vita ad averci spinto a vivere un’avventura di cambiamento. Abbiamo realizzato quanto breve sia il tempo a nostra disposizione e quanto impellente sia la necessità di spenderlo al meglio.
Se la vita media di una persona è di 76 anni*, significa che abbiamo solamente 3.952 settimane da vivere!
1.317 di queste settimane le spendiamo dormendo
Una persona di 33 anni ha dunque circa 1.114 settimane effettive rimanenti.
Quasi la metà di queste (550 settimane) si svolgono in età avanzata, quando entusiasmo ed energie cominciano a venire meno. 
Perciò pensiamoci un attimo: come vogliamo spendere la nostra vita?
Come degli automi che compiono tutti i giorni gli stessi identici compiti? Negli stessi luoghi? Con le stesse persone?

Magari sono luoghi e persone che non amiamo davvero ma che frequentiamo solo per circostanze di lavoro e di soldi… 

Vogliamo veramente passare tutta la vita a lavorare semplicemente per pagare le bollette, senza chiederci se sia possibile tentare o provare un altro approccio esistenziale?
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Trasformare la propria vita in un’avventura

Dobbiamo riprendere in mano la nostra esistenza, viverla come fosse un’autentica avventura, un’occasione di crescita. La nostra vita è un privilegio troppo breve per essere sprecato.
Sebbene non sappiamo ancora con chiarezza cosa sarà del nostro futuro, ora che siamo liberi, ci sembra chiaro che il mondo è pieno di innumerevoli occasioni e opportunità, che le strade che si possono percorrere sono molte, così come le alternative alla nostra frenetica esistenza. La felicità sicuramente non ha nulla a che vedere con la corsa e la lotta, senza fine, per l’inappagabile sete di ricchezza, potere, profitto, o per la crescita del prodotto interno lordo di un paese! 
Ogni giorno dovrebbe essere una festa, da celebrare dopo aver lavorato in sintonia con gli altri, non in competizione! Sembra un discorso da pacifisti e in gran parte lo è. I problemi della vita, dell’economia, della società, delle relazioni degli uomini non si possono certamente risolvere con discorsi semplici. Tuttavia è chiaro che dobbiamo cominciare a seguire una direzione diversa, perché quella attuale ci sta portando verso un baratro sempre più profondo. E, probabilmente, dobbiamo cominciare a partire da noi stessi.
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Semplicità volontaria

Lavorare per guadagnare, comprare, spendere e consumare non sembra rendere felice nessuno. Ma come fare ad uscire da questo schema?

Da parecchi anni è nato un fenomeno sociale chiamato downshifting (che significa scalo di marcia). E’ un fenomeno che coinvolge milioni di persone nel mondo e che riguarda un cambio di vita netto, verso se stessi, le proprie abitudini e il modo di consumare. Nel concreto consiste nel ridurre volontariamente il proprio salario e, di conseguenza, lavorare meno per essere più liberi. Il fenomeno dello scalo di marcia coinvolge diversi aspetti della nostra vita e della nostra cultura: barattare, anziché comprare, fare l’autostop o il carpooling per condividere viaggi, risparmiare e socializzare. Lo scambio casa, il co-housing, la vita comunitaria, il freeganesimo, sono fenomeni in forte crescita che si contrappongono all’attuale alienante individualismo.
C’è bisogno di cambiamento: la consapevolezza che il sistema economico in cui viviamo non è più sostenibile è sempre più forte. Il motto che vogliamo fare nostro è lavorare per vivere anziché vivere per lavorare, come succede oggi. Il lavoro deve essere un mezzo non un fine. È proprio per mezzo del lavoro che noi riusciamo a vivere e viaggiare senza soldi…
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Raccontare storie di cambiamento

Raccontarvi la nostra esperienza serve anche a questo cioè raccontare storie di cambiamento. Storie, esperimenti, tentativi, ma anche i drammi psicologici ed esistenziali di chi, temporaneamente, o per sempre, dice basta alla vita frenetica e insensata, per dedicarsi a viaggiare, scoprire, VIVERE, lontano dagli schemi e dalle logiche comunemente imposte.
Siamo solo a metà percorso e ancora molte sono le avventure che ci aspettano. Nei successivi post vi parleremo delle prossime esperienze di viaggio, qui in Spagna e poi in Portogallo, sempre senza utilizzare soldi.
Dunque, se vi va, seguiteci! 😛
Simo & Roby in viaggio.

*l’aspettativa di vita è in costante aumento. Ma il nostro ragionamento non cambia.
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Siamo due ragazzi di Torino che hanno deciso di prendersi del tempo per esplorare l'Europa, senza limiti, senza piani e soprattutto... senza soldi! Ce la faremo? Seguite la nostra avventura!

1 Commento

  1. Ottimo resoconto. Speriamo che la prossima metà del viaggio sia almeno altrettanto preziosa!
    Sicuramente v'invidio, perchè sto passando le vacanze a studiare per gli esami di settembre e ad approfondire questioni per la lista civica rimaste "in arretrato" durante gli scorsi mesi, anzichè all'aria aperta come voi. Chapeau!
    Comunque, l'aspetto più importante è che dalle foto mi sembrate entrambi in buona salute e che Roberta si è ripresa benissimo dal taglio al sopracciglio!
    A presto
    Antonio Fucile

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