Addii e primo viaggio in autostop

Autostop
Bye bye Italia!

Finalmente troviamo un po’ di tempo per raccontarvi le nostre prime impressioni di viaggio. L’avventura in autostop verso la Francia si è concluso con molto successo! E’ andato molto meglio di quanto ci aspettassimo. Il 25 giugno alle ore 9.00, siamo partiti dalle nostre case di Rivoli, (anche se la partenza vera e propria è avvenuta ad una rotonda della statale di Rosta). 

Con nostra grandissima sorpresa abbiamo oltrepassato i confini del nostro paese e raggiunto la città di Briançon molto prima del previsto, intorno alle tre del pomeriggio. Gli autisti piemontesi non sono stati affatto diffidenti nei nostri confronti e ci hanno offerto un passaggio volentieri, aiutandoci, chilometro dopo chilometro, ad avvicinarci ai bordi della Francia.
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Il momento dell’addio

E’ stato difficile abbandonare i nostri genitori in quella rotonda di Rosta. Ci siamo sentiti un po’ in colpa per avergli chiesto di lasciarci in mezzo alla strada. Entrambi abbiamo nascosto la tristezza della partenza con una maschera di simulata allegria. I momenti degli addii non sono mai piacevoli.

I nostri genitori, per fortuna, rispettano le nostre idee e ci sostengono da casa. Siamo certi che questa esperienza servirà entrambe le parti a crescere e diventare più forti. Sarà come svezzarci una seconda volta. Per i nostri genitori la sfida è imparare ad occupare il vuoto che abbiamo lasciato, e dominare, almeno in parte, le preoccupazioni e l’egoismo di voler avere i propri figli sempre sotto controllo.
Ognuno di noi, ora, deve seguire la propria strada.

L’allegria e la gioia, quelle vere, sono sopraggiunte più tardi, quando finalmente la sensazione di libertà e spensieratezza ha invaso i nostri animi.
Compagni di viaggio

Fare l’autostop, all’interno della Francia è stato più facile: un susseguirsi di passaggi, uno dietro l’altro, che ci ha portato in tempi brevi in una cittadina, Rosans, a pochi chilometri dalla regione dell’Ardeche, nostra meta finale per la prima sessione di viaggio.

Purtroppo ci siamo ritrovati ad affrontare due nemici principali: il primo l’incapacità di poter comunicare con i francesi (alcuni, per fortuna, parlavano inglese). Non siamo stati in grado di conversare con loro, talvolta anche solo per spiegargli la direzione. Inoltre, camminando per i centri delle piccole città ed i paesini del sud, siamo stati tentati dagli odori delle bontà gastronomiche, dalle invitanti vetrine di boulangerie e pâtisserie, dalle botteghe di artigianato locale. La tentazione di spendere soldi è stata molto forte ma abbiamo resistito.
Abbiamo gioito dinanzi alla visione dei paesaggi di montagna, dei fiumi, dei laghi, dei boschi e delle foreste alternati a piccoli villaggi antichi diroccati sulla roccia.

Viaggio scomodo

Nelle esperienze passate di autostop, ci era capitato di ricevere offerte di pasti e di ospitalità per la notte da parte dei nostri eroi-autisti. Questa volta ci siamo dovuti arrangiare: a Rosans il portone della chiesa è rimasto aperto per tutta la notte, e noi, invitati dagli abitanti del posto, ci siamo “accomodati” dentro senza essere disturbati da nessuno fino all’alba del mattino. Abbiamo cenato con il nostro cibo di emergenza: pasta cucinata sul fornellino scout portato da casa.
 
Privas
Privas

Le prime disavventure

In mattinata, dopo un’altra breve sessione di autostop, eravamo già a Privas, “le petit capital de l’Ardèche”. Verso le 14.00, dopo una camminata estenuante per alcuni sentieri del bosco di montagna, abbiamo raggiunto “Le Chareyrer”, dove avevamo concordato di lavorare come WWOOFers in cambio di vitto e alloggio. (L’itinerario di questo viaggio: qui!)

In mezzo alle capre.
“Vi racconto una storia…” In mezzo alle capre.

Purtroppo al nostro arrivo ci siamo accorti che Agnès, la donna che avrebbe dovuto ospitarci, non era presente in casa. Abbiamo scoperto che avremmo dovuto aspettarla fino al giorno successivo. Per fortuna un gruppetto di giovani francesi, vicini di casa di Agnes, ci hanno offerto una tenda per dormire nel loro giardino, del buon caffè caldo ed un invito a cena. Avrebbero potuto ospitarci in casa, se solo avessero avuto una casa normale! Infatti il loro alloggio consiste in una vecchia baita che stanno ristrutturando e che hanno occupato gratuitamente, con un contratto di comodato d’uso.

Il giorno successivo, per ripagare l’ospitalità di questi ragazzi, abbiamo portato in giro le loro cinque belle caprette (dopo aver assistito alla mungitura e dopo aver bevuto il delizioso latte di capra per colazione!). E’ stata una passeggiata semplice e rilassante. Le capre sono state molto obbedienti e ci  hanno seguito dappertutto. Che simpatiche!

Amicizie insolite
Amicizie insolite

Ritornati nella casa dei ragazzi, abbiamo pranzato con il padrone di casa Seb (Sebastian) e finalmente, la sera stessa, abbiamo conosciuto Agnes. La sua abitazione è molto carina, rustica ed accogliente. Ci ha stupito la sua collezione di sassi: ne ha tantissime e di ogni dimensione! Ci ha poi mostrato il nostro alloggio: una baita in pietra tutta per noi. Ma il resto ve lo raccontiamo nel prossimo post.

Per ora è tutto gente!

About Roberta&Simone 59 Articles
Siamo due ragazzi di Torino che hanno deciso di prendersi del tempo per esplorare l'Europa, senza limiti, senza piani e soprattutto... senza soldi! Ce la faremo? Seguite la nostra avventura!

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