No al nucleare! – Un po’ per celebrare la vittoria del «NO» all’ultimo referendum sul nucleare, e un po’ per beffeggiarci amichevolmente dei nostri nuovi amici francesi, vi mandiamo una cartolina affettuosa dal sud della Francia (che di nucleare se ne intende).
È vero che la questione energetica è una questione molto spinosa… Però noi crediamo che sia possibile produrre energia pulita, ecologica e sostenibile. Siamo fiduciosi che la ricerca e il progresso, se ampiamente sostenuti e finanziati, potranno far nascere presto nuove soluzioni più sicure e meno «deturpanti».
Pare che i francesi del sud siano veramente stanchi di vivere vicino a questi colossi fumanti…
Brrr… Brividi.

E pensare che sono solo a poche centinaia di chilometri dall’Italia.
Scriveremo presto un post dettagliato su quanto stiamo vivendo. Abbiamo tanto tempo libero, ma poche occasioni per collegarci alla rete.
Abbiamo già vissuto una marea di esperienze e non vediamo l’ora di raccontarvele!

Riflessioni sul nucleare dal diario di viaggio
Nota editoriale – ottobre 2026. Il testo che segue proviene dal diario personale di Simone ed è stato aggiunto all’articolo dopo la pubblicazione originale. Abbiamo conservato le sue riflessioni, comprese le affermazioni e i dubbi di quel momento. Alcune considerazioni scientifiche richiedono precisazioni, riportate al termine del diario.
I dubbi di Simone
Simone – […] Spesso sono le nostre paure a influenzare le nostre scelte di vita, anche quelle politiche. A volte i timori sono giustificati. Altre volte no.
La fobia del nucleare, ad esempio.
Di base, io ho paura. Paura che una di quelle centrali possa esplodere da un momento all’altro vicino a casa mia. Ma quante sono le probabilità che lo farà?
Sono sempre andato a confrontare i miei timori e le mie conoscenze con amici che di fisica nucleare se ne intendono (hanno studiato l’argomento). E sono sempre rimasto colpito dal fatto che fossero tutti PRO-nucleare.
Perché? Com’è possibile? Si sono scordati di Chernobyl? Di Fukushima? Sono laureati in fisica nucleare, quindi sono di parte?
La verità è che il nucleare è sicuro. Non solo. È anche la soluzione più ecologica che abbiamo al momento; questo stando a quanto dicono loro, i miei amici esperti di fisica.
E io, ovviamente, gli credo ciecamente.
Cioè, io posso dire la mia su questa questione, ma sarebbe un’opinione non qualificata: io non ho studiato per dieci anni quest’argomento, loro sì.
È vero, la scienza può sbagliarsi. Si sono verificati degli incidenti in passato, anche gravi. Forse se ne verificheranno altri, ma le probabilità non sono altissime (sempre a detta loro, che l’argomento l’hanno studiato).
Con la tecnologia che avanza, poi, gli incidenti si ridurranno a zero.
Tuttavia, se devo essere sincero, io vicino a una di queste torri mostruose non ci vorrei proprio vivere.
E se anche è vero che non «esploderanno» mai, se è anche vero che rappresentano al momento la soluzione migliore che abbiamo, preferirei comunque guardare altrove.
Il fatto è che nessuno vorrebbe vivere vicino a questi colossi fumanti, o almeno questo è ciò che penso.
Non possiamo essere favorevoli al nucleare e poi dire: «Basta che le centrali non si facciano vicino a casa mia!».
Allora perché non provare a «ridimensionare» tutto quanto?
Intendo dire che potremmo, per esempio, ridimensionare i nostri consumi. Ridimensionando la nostra «fame» di energia, si rimpiccioliscono anche le strutture e la complessità necessaria per costruirle. E si riducono i rischi annessi.
È un discorso utopistico e ingenuo, me ne rendo conto. Ma l’alternativa è vivere in un mondo di colossi di cemento.
È ciò che desideriamo davvero?
La visione che ho per il nostro bel pianeta è green… Se tanti di noi dicono no al nucleare e allo stesso tempo cominciano a vivere con poco, consumando poco, autoproducendo la propria energia (facendosi bastare pochi pannelli solari, per esempio…), ecco che, forse, riusciremo a influenzare i governi a fare scelte più sobrie e meno deturpanti…
[…]
Nota editoriale: il nucleare tra il 2011 e oggi
Il referendum italiano. Il 12 e 13 giugno 2011 gli elettori furono chiamati a esprimersi, fra gli altri quesiti, sull’abrogazione delle norme che consentivano la realizzazione di nuove centrali nucleari in Italia. Prevalse il SÌ all’abrogazione. Il riferimento degli autori alla «vittoria del NO» esprime la posizione antinucleare sostenuta durante la campagna referendaria.
Le centrali vicino a Viviers. Nella valle del Rodano si trovano diversi impianti nucleari. Fra questi, la centrale di Cruas-Meysse, nell’Ardèche, dispone di quattro reattori ad acqua pressurizzata. Il sito è documentato dall’Autorité de sûreté nucléaire et de radioprotection (ASNR). La documentazione disponibile non permette però di attribuire con certezza a questo impianto la fotografia dell’articolo.
Le torri «fumanti». I pennacchi bianchi che possono uscire dalle torri di raffreddamento sono dovuti alla condensazione del vapore acqueo, non al fumo di una combustione. Questo non esaurisce la questione degli impatti ambientali di una centrale, che comprendono anche il consumo di risorse, la gestione dell’acqua e dei rifiuti radioattivi.
Emissioni, sicurezza e rischi. Secondo l’IPCC, l’energia nucleare può fornire elettricità a basse emissioni di carbonio. Restano però importanti questioni di sicurezza, costi, smaltimento dei rifiuti e gestione degli impianti. L’ASNR ricorda che, anche con sistemi di sicurezza avanzati, il rischio di un incidente non può essere considerato nullo.
Queste precisazioni servono a distinguere le informazioni verificabili dalle opinioni personali riportate nel diario. Non modificano la testimonianza del 2011 né attribuiscono agli autori una posizione successiva.
Continua il nostro viaggio in Francia
Nella prossima puntata torneremo a raccontare la nostra esperienza in Ardèche, l’ospitalità di Agnès, la vita in montagna e le prime attività di WWOOFingIl WWOOFing è una forma di scambio che mette in contatto visitatori e realtà agricole biologiche, generalmente prevedendo collaborazione nelle attività in cambio di vitto, alloggio e occasioni di apprendimento..
Per recuperare il racconto precedente puoi leggere Addii e primo viaggio in autostop.
Fonti e approfondimenti
Per il contesto del referendum italiano del 2011: Corte costituzionale – referendum sul nucleare del 2011.
Per le informazioni sulle centrali nucleari e sulla valutazione dei rischi: ASNR – centrale di Cruas-Meysse e ASNR – domande frequenti sulla sicurezza dei reattori.
Per il confronto scientifico sulle emissioni e i limiti delle diverse fonti energetiche: IPCC, Sesto rapporto di valutazione, Gruppo III, capitolo 6.
Controllo redazionale: 15 ottobre 2026. Il testo iniziale è una testimonianza pubblicata il 30 giugno 2011. Il diario di Simone è stato aggiunto successivamente; le precisazioni scientifiche e i collegamenti aggiornati sono interventi editoriali contemporanei. Le informazioni sulle centrali e sulla loro sicurezza vanno ricontrollate presso le autorità competenti.

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