Lo scambio alla pari a Lisbona (seconda parte) – cronache di un viaggio senza soldi

scambio alla pari a Lisbona
Praca do commercio. Roberta ed Elisa

Secondo aggiornamento di viaggio dalla capitale del Portogallo

Mentre passeggiavamo per la città di Lisbona, un miscuglio di sensazioni, emozioni, idee ha invaso le nostre teste. La città è piena di contrasti e diversità e non siamo mai d’accordo su quali ci piacciano di più e quali meno.

Perplessità sull’esperienza di ospitalità

Per vivere nella capitale del Portogallo senza spendere soldi, siamo ospiti di una famiglia iscritta al network di Helpx. Stiamo vivendo uno scambio alla pari a Lisbona.  Ahimè, non abbiamo imparato molto da questa esperienza in famiglia. Per cinque ore al giorno, cinque giorni alla settimana, abbiamo grattato la superficie del linoleum affinché brillasse. Dopodiché un’altra ora di aiuto in cucina, l’unica vera possibilità di fare parte della famiglia.
Per fortuna, il tempo libero non è mancato e questo è ciò che conta. Abbiamo avuto abbastanza ore per rilassarci, scrivere, passeggiare per la città, fare visita alla biblioteca (dove siamo ora). Però ci sono stati dei momenti in cui abbiamo avuto dubbi su questa esperienza e su questa famiglia: che questa coppia volesse solo approfittarsi di noi? Dopotutto ci ha fatto lavorare sodo fino alla fine della nostra permanenza, facendoci pulire la casa il sabato mattina, e montare/smontare una doccia la domenica sera. Forse approfittano del fatto che sono uno dei pochi host helpx disponibili a Lisbona? Forse perché abbiamo comunicato loro che saremmo rimasti solo una settimana? O forse semplicemente una mentalità diversa, più lavorativa, delle altre?
Qualsiasi sia la ragione, l’aspirante volonturista (ovvero chi è disposto a dare una mano in cambio di ospitalità gratuita) deve mettere in conto che non tutti i posti saranno super accoglienti. Ci saranno posti più belli e altri meno belli, persone più simpatiche di altre e altre meno, ecc. ecc.
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Scambi culturali

scambio alla pari a Lisbona
Una passeggiata serale con gli host

Alla fine Eduarda e Pedro si sono rivelati aperti e disponibili a conversare e le serate trascorse assieme a loro sono state fondamentali per il nostro tanto ricercato scambio culturale (il quale tuttavia è mancato con i suoi numerosi figli, sempre davanti al computer!). Nonostante tutto abbiamo anche vissuto momenti di soddisfazione che tutto sommato ci hanno fatto cambiare idea sulla nostra famiglia portoghese: ad esempio il sabato pomeriggio trascorso con la famiglia alla spiaggia di Estoril.

Essendo noi italiani, Maria e Pedro non hanno potuto fare a meno di portarci ad assaggiare quello che viene considerato il miglior gelato di Lisbona secondo il parere dei locali.

Il gelato di Santini

Il locale si chiama Santini. Si tratta di una catena di gelaterie fondata da una famiglia italiana nel 1949. Il gelato era in effetti molto buono e ci è stato offerto dai due coniugi, curiosi di avere un nostro riscontro.

Settimana conclusa

Ci siamo chiesti di nuovo il perché di questa visita in una grossa città turistica. La domanda ci era già stata posta da Eduarda (vedi post precedente).  Siamo andati a Lisbona sicuramente perché ci sembrava una città interessante da vedere. E poi perché, forse, sarebbe stata la sfida giusta: non solo dimostrare che in qualche modo è possibile godersi una città senza spendere soldi, ma anche perché è interessante sperimentare le differenze con la vita di campagna
Comunque, la nostra idea era di trascorrere due settimane, come abbiamo fatto per tutti i posti visitati finora. Abbiamo capito, però, che questo non è il nostro ambiente. E abbiamo compreso la nostra fortuna: quella di essere liberi di andarcene, dove vogliamo, quando vogliamo. Questa consapevolezza ci fa sentire più forti. Così torniamo a esseri sereni con uno sguardo verso il futuro, o meglio, verso l’imminente prossima avventura.
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L’incontro con Elisa, la nostra amica di Torino

Ah! Avevamo un altro buon motivo per visitare Lisbona: qui avremmo incontrato la nostra cara amica italiana Elisa, la quale è appena giunta a Lisbona da Torino per studiare architettura. Elisa ci ha portato un po’ di notizie dal nostro bel paese, ma soprattutto calore, energia e un po’ di nostalgia dell’Italia. Con lei abbiamo praticamente passeggiato per tutta Lisbona centro. Non potendo e non volendo pagare per i bus o la metro è stata una lunga camminata!.

Elisa è stata testimone della nostra esperienza, ma anche una grande amica,  sostenendoci e infondendoci coraggio per vivere la nostra missione di vita e di viaggio senza soldi… Fino alla fine.
Grazie Eli! Ci auguriamo che tu possa passare dieci mesi speciali qui a Lisbona. 🙂

Nella prossima puntata: una vita di comunità nella gigantesca riserva di caccia di un ricco conte portoghese.

Leggi l’aggiornamento precedente

 

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Siamo due ragazzi di Torino che hanno deciso di prendersi del tempo per esplorare l'Europa, senza limiti, senza piani e soprattutto... senza soldi! Ce la faremo? Seguite la nostra avventura!

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