L’appello di Caicocci – Terra Sociale e Bene comune

caicocci fattoria sociale

I ragazzi di Genuino Clandestino chiedono aiuto a seguito della sentenza contro la loro iniziativa sociale

L’Italia è un paese pieno di iniziative sociali che mirano alla progettazione, nascita e sviluppo di sistemi alternativi. Una di queste iniziative è quella di Caicocci, una cascina nelle colline della provincia di Perugia in Umbria, tra Perugia, Umbertide e il Lago Trasimeno. Per anni abbandonata, la fattoria sociale è stata poi rioccupata da cittadini locali che l’hanno utilizzata per organizzare eventi di varia natura: riutilizzo collettivo dei terreni, allestimento di una biblioteca, organizzazione di cene ed eventi ecologisti. Dopo diverso tempo la regione ha reclamato il possesso della proprietà e sporto denuncia contro il gruppo di attivisti. I cittadini e i sostenitori dell’iniziativa continuano a lottare temendo che il comune se ne riappropri, utilizzandola per scopi economici anziché come “bene pubblico” e comunitario.

[In questo video un piccolo reportage su Caicocci]

Qui di seguito postiamo il comunicato dell’associazione.

COMUNICATO SULLA FINE DEL PROCESSO CONTRO CAICOCCI TERRA SOCIALE E 4 ATTIVISTI

caicocci fattoria socialeAlla rete umana di cui siamo parte e insieme alla quale sono nati e maturati i sogni alla base del progetto Caicocci Bene Comune

– Il 4 maggio si è concluso il processo civile che la Regione Umbria aveva intentato contro il comitato Caicocci Terra Sociale e quattro attivisti (tre identificati presso i casali e uno identificato come mandante morale in quanto mandante di mail all’assessore regionale) per la reintegra nel possesso dei casali e delle terre di Caicocci.

Dopo 17 mesi e diverse udienze, alcune delle quali rinviate per negligenze dell’avvocatura regionale, dopo una prima conclusione a noi favorevole e successivo reclamo della Regione, dopo che la stessa Regione aveva, a inizio di questa primavera, ritirato la denuncia in quanto constatato che l’esperienza di Caicocci Bene Comune era conclusa e non vi era più nessuno nei casali, è arrivata la beffa.

Siamo stati condannati al pagamento delle spese legali dell’ intero procedimento, che ammontano a 460 euro per le spese di cancelleria e 7350 euro per compenso professionale degli avvocati regionali (che però non lavorano a parcella ma sono stipendiati come dipendenti della Regione !), oltre accessori di legge.

Secondo i giudici, a motivare la condanna al pagamento delle spese processuali c’è proprio la constatazione fatta a febbraio 2016 che a Caicocci non vi era più nessuno e che la custodia sociale era finita: questo, secondo loro, dimostra la fondatezza del reclamo della Regione.

Ma i giudici sono andati oltre, scrivendo ben tre pagine di sentenza politica in cui viene smontata la custodia sociale e la rivendicazione politica, definendo il tutto come occupazione violenta e a fini personali (tesi avvalorata per esempio citando la lavorazione dei campi), disconoscendo piu di due anni di iniziative, partecipazione, proposte, richieste di confronto, negando addirittura lo stato di abbandono e degrado in cui versava Caicocci e che aveva dato il là alle prime mobilitazioni e alla nascita del comitato.

Non importa perchè, non importa per chi, non importa in quanti, dice la sentenza. Non importa che la custodia sociale sia terminata proprio perchè chi la stava portando avanti si era reso conto che non c’erano le condizioni per l’esercizio del bene comune. Importa solo difendere la proprietà (anche se pubblica), importa stroncare ogni velleità e tentativo di riappropriazione e autogestione dal basso, importa ribadire il peso dell’ autorità e diffondere paura in basso.

Al di là del pagamento delle spese, la sentenza è pesantissima proprio per il suo significato politico . E perchè apre la strada ai procedimenti penali contro chi a Caicocci è stato identificato. Tant’ è che sono già arrivati i primi avvisi di garanzia e sono iniziati i primi interrogatori delle indagini preliminari.

Per chi fosse interessato a leggere la sentenza possiamo inviarne copia; sarebbe interessante approfondirne i profili giuridici e ricollegarla anche a quanto dicevano illustri giuristi come Maddalena.

Recupereremo questi soldi attraverso ciò che avremmo comunque fatto, come la cucina itinerante collettiva del Billy Bar (uno dei progetti con cui tentiamo di far continuare le relazioni nate a Caicocci). Li troveremo stando nelle piazze e nei luoghi comuni, cucinando, parlando, costruendo e creando convivialità.

E anche se 10 000 euro possono non sembrare tanti, nelle nostre vite sono un’ enormità. Per questo accettiamo volentieri un aiuto per mettere insieme questa cifra.

PER COLLABORARE

– attraverso versamento sulla Poste Pay intestata a Davide Corriga n° 5333 1710 1156 8124

– facendo iniziative benefit nei vostri territori, quartieri, comitati, mercati, spazi sociali ecc

– invitando a eventi la cucina del Billy Bar

Ci piacerebbe che questa esperienza dia il via alla costituzione della Cassa di Resistenza di cui da tempo parliamo dentro la rete Genuino Clandestino .

Così i soldi che arriveranno nelle casse regionali (o nelle tasche degli avvocati) saranno intrisi di resistenza al loro sistema e di idee per uno nuovo. Questi 10.000 euro saranno comunque un guadagno nostro e non loro.

Contatti

Per info : gaiacorriga@live.it – fabios81@libero.it

Per invitare la nostra cucina : ohohbillybar@gmail.com

Tel : 3771830247 – 3771830331

Compagni di Caicocci Bene Comune

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