Viaggiare mi ha salvato da me stesso

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Lasciare tutto per ricominciare.

pellegrini, santiago, camminare, viaggio lento, slow travel, michele bosio, sorrisi, a piedi, cambiare vita, lasciare tuttoNon fu facile prendere la decisione di lasciare tutto e ripartire da zero; fu molto combattuta e spesso posticipata; ma quando dentro, ti senti ardere la fiamma della vita, non puoi fare altro che lanciarti perché ignorarla diventa impossibile.
Mi sarei potuto definire un ragazzo di 29 anni fortunato; avevo tutto ciò che in questa vita (che definiamo “normale”) si possa desiderare; una vita tranquilla, una relazione stabile, ottime amicizie, un lavoro a tempo indeterminato, un buon stipendio, una buona macchina e un tetto sulla testa.
La maggior parte delle persone che hanno tutto questo si definiscono soddisfatte e a buon punto per compiere il passo successivo, ovvero creare una famiglia; ma io avevo altri piani, il mio cuore e la mia mente, volavano dove altri non osavano fare. La conferma avvenne quando realizzai che non ero felice, perché, nonostante avessi tutto, stavo vivendo una profonda guerra con me stesso, una guerra che durava da anni e che mi stava consumando al tal punto che un bel giorno, anzi due, il mio corpo si ribellò. In quel periodo della mia vita mi resi conto che nonostante avessi tutto, non avevo niente.

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Ascolta il tuo cuore; ti dirà chi sei.

Ho sempre sentito questa indole al viaggio, l’idea di una vita libera dedita all’esplorazione, alla scoperta di altre culture nel mondo e alla ricerca di risposte alle domande esistenziali. Per cosi tanto tempo ho soppresso volontariamente questa parte di me, soffocandola, giorno dopo giorno con ogni genere di distrazione; temevo che questo richiamo, non fosse che una fuga da un mondo troppo veloce che faticavo a stargli appresso; se tutti avevano ciò che volevano, io vivevo su
una sottile linea dove da un lato mi ritrovavo la libertà, dall’altro ciò che veniva definito giusto e io non ero in grado di prendere una scelta.
Quando però tiri troppo la corda, questa si spezza e, fu li che il mio corpo per la prima volta si ribellò a causa dello stress; i danni mi accompagnarono per diversi anni. Quello che avvenne fu strano. All’inizio fu una semplice orticaria che al momento pensai fosse dovuta a un’alimentazione errata. Ben presto mi accorsi che quelli furono i danni dello stress e che non facevo altro che alimentare sopprimendo ciò che sentivo e, sfamandola dall’altro.

Il peggior nemico di me stesso.

Furono anni duri; i giorni che passavo senza questo incubo fatto di bolle, si potevano contare sulla punta delle dita, guarda caso trovavo pace solo quando ero in viaggio. Ahimè, questa prima lezione di vita non basto e, in Ottobre dell’anno scorso, dopo aver passato interminabili notti con dolori atroci allo stomaco, mi diressi in un centro ospedaliero pensando già al peggio; fu dopo una gastroscopia che si scopri il secondo danno, un’ernia allo stomaco. Mi stavo distruggendo a soli 29 anni e la cosa mi spaventò; ero diventato il peggior nemico di me stesso.

Fu in quel momento che ogni paura spari ed era definitamente chiaro cosa dovevo fare. Annunciai la mia partenza, chiusi la varie utenze e, poco dopo comprai un biglietto del bus da Milano direzione Bordeaux dalla durata di 13 ore e successivamente un treno per Saint Jean Pied de Port. Il 21-5-21 feci il primo passo sul il Cammino di Santiago.

Il Cammino di Santiago.

lasciare tutto, Santiago, pellegrini, ostricaIl Cammino, per la precisione quello Francese, parte come dicevo, da Saint Jean Pied de Port, con destinazione Santiago ma per chi lo desidera il cammino prosegue verso Muxia e Fisterra con un totale di 900 km.
Non solo lo feci tutto, ma si rivelo l’esperienza più bella e intensa della mia vita. Mi iniziai a comprendere, ci fu un profondo ascolto verso la mia persona e, scoprii un’energia incredibile dentro di me, nonostante avessi i piedi coperti vesciche, per un totale di quindici e i tendini estremamente infiammati, non ci fu giorno che pensai di mollare. Non ricordo un giorno in cui non abbia sorriso. Poco alla volta stavo facendo pace con me stesso; ero rinato fin dai primi giorni e mai potrò dimenticare le lacrime di gioia che versai quando realizzai che ero li, ed ero felice.

“Il mondo è uguale, ma io lo vedo con occhi diversi”

 Provai un’energia completamente nuova; i dolori fisici non mancavano ma nemmeno la volontà di raggiungere ogni giorno il mio obbiettivo; che fosse di venti, quaranta o cinque kilometri. Una settimana esatta dopo il cammino mi capitò un evento che definii meraviglioso. Travolto da un’incredibile energia mi ritrovai di impulso a urlare fregandomi di chiunque mi sentisse. Quel giorno sul quel tratto di strada i pellegrini sentirono urlare “Libertaaaà” e, videro un ragazzo piangere, ridere nello stesso momento; nel suo cuore aveva trovato la sua strada.
Quello stesso giorno chiamai la mia famiglia; annunciai che non sarei più tornato. La strada era diventata la mia casa, il viaggio il mio obbiettivo, le persone che avrei incontrato i miei inconsapevoli maestri di vita.

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Non importa da dove vieni… voglio conoscerti… “Holaaa”

Compii 900 km in poco più di un mese; un mese in cui non avevo programmato niente affidandomi solo alla vita. Ricordo un mese in cui sorridevo ogni giorno, un mese fatto di riflessioni e risate, un mese di dolori fisici ma mai abbastanza forti da fermarmi, un mese in cui ero partito che parlavo l’italiano e a malapena inglese e alla fine di tutto ciò potevo avere una buona conversazione in Spagnolo e Inglese.
La mia energia non passò inosservata, dato anche dal fatto che parlavo con chiunque mi capitasse e la prima parola che tutti sentivano era un hola pieno di energia e spesso urlato per strada. Fui definito da diversi pellegrini “La luce del cammino” e mai prima di allora avevo ricevuto un simile apprezzamento alla mia persona.pellegrini, santiago, camminare, viaggio lento, slow travel, michele bosio, sorrisi, a piedi, cambiare vita, mollare tutto

“Ti amo Vita”

Oggi è il 26 luglio e posso dire che sono passati circa due mesi da quel primo passo. Sto scrivendo questo articolo esattamente a Porto; dopo aver girato l’entroterra della Spagna e tutto il Portogallo insieme a Gaetan; un carissimo amico incontrato la prima volta a Pamplona. A breve mi troverò su un traghetto diretto verso le Tenerife e raggiungerò un altro amico che sta ricominciando la sua vita in queste meravigliose isole.

Tutto iniziò da un semplice passo, ciò che avvenne dopo, rivoluziono completamente la mia vita, nonostante il cammino sia finito; mi porto appresso la stessa energia che sentii ogni giorno su quei 900 km.
La vita è un dono meraviglioso, è in grado di regalarti emozioni che vanno oltre la nostra immaginazione; tutto ciò che serve è avere il coraggio di ascoltarsi e…. di fare il proprio primo passo.

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Fu una semplice domanda, a scaturire il me, la voglia di scoprire il mondo, ma soprattutto capire chi davvero io fossi. Costante negli anni mi ritrovavo a girare sulla famosa ruota del criceto, rendendomi conto che questa non mi avrebbe portato mai da nessuna parte. Ero infelice, con una profonda guerra interiore, fu allora che decisi di cambiare radicalmente la mia vita, dovevo farlo unicamente per me stesso, per dare risposta alle tante domande che si annidavano nella mia mente e per dare pace alla mia anima costantemente in guerra. Mi chiamo Michele Bosio e il 21-05-2021 sono partito per girare il mondo. Ho avuto la forza di lasciare tutto per sentirmi veramente libero come da tempo sognavo e ora poco alla volta sto scoprendo il mondo che ho sempre sognato di vedere.

2 Commenti

  1. Questa è l’energia con cui ci hai contagiato tutti, la libertà. Ripeto quello che ti ho già detto: spero che la vita ti corrisponda con tanta gioia e vitalità come quella che emani. Buona fortuna per la tua avventura e, come dice una canzone rock spagnola, “che il vento soffi a tuo favore”

    • Grazie amico mio, ti ringrazio dal profondo del cuore!!! spero di rivederti presto un’abbraccio grande grande dalle Tenerife 😉

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