Mom, I’m fine! Il messaggio del viaggiatore alla sua mamma
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Lascia il lavoro a 27 anni per vivere un sogno e condividerlo con la mamma
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Un lancio nel vuoto, ma sempre con il sorriso. Anche a migliaia di metri d’altezza, Jonathan riesce a rassicurare sua madre: sta benissimo.
A Cartagena, in Colombia, l’energia si respira nei colori. La donna ritratta è una palenquera, simbolo vivente dell’identità afro-colombiana e dell’eredità culturale di San Basilio de Palenque. Tra frutti esotici e sorrisi veri, il messaggio resta lo stesso: “Mom, I’m fine.”
Nel cuore pulsante di Rio de Janeiro, tra le piastrelle coloratissime della celebre Escadaria Selarón, Jonathan si siede con il suo iconico cartello in mano e un sorriso complice rivolto alla macchina fotografica.
Tuttavia non si dimentica mai di sua madre. Lo scorso Natale è tornato in Messico per farle una sorpresa [clicca qui sotto per vedere il video che ha commosso il web].
Nella terrazza panoramica di Kuala Lumpur, con le iconiche Torri Petronas sullo sfondo, Jonathan festeggia un momento speciale immerso in una piscina a sfioro. Tra galleggianti, risate e un palloncino dorato a forma di numero 1, il messaggio è chiaro: “Mom, I’m fine” – e si diverte parecchio.
Un momento di serenità e stupore nel cuore spirituale del Myanmar. La Shwedagon Pagoda, completamente rivestita d’oro, è uno dei luoghi più sacri per i buddhisti e domina l’orizzonte di Yangon con la sua maestosa cupola. Qui, il nostro viaggiatore posa accanto a giovani novizi in tunica rossa
Nel cuore del quartiere musulmano di Singapore, Jonathan posa davanti alla Moschea del Sultano, uno degli edifici più iconici della città. Costruita nel 1824 e successivamente restaurata, la moschea è simbolo di armonia religiosa e cultura malese.
Un attimo sospeso – nel vero senso della parola – sopra la spettacolare Kelingking Beach. Nusa Penida, con le sue scogliere vertiginose e il mare turchese, è tra i luoghi più iconici dell’Indonesia. Ma attenzione: la vista è mozzafiato… letteralmente.
In mezzo all’atmosfera calda e retrò di Trinidad, città patrimonio dell’umanità, Jonathan sfoggia il classico sigaro cubano e rassicura mamma – con stile coloniale.
Immerso in una cooperativa femminile marocchina, Jonathan si unisce a un gruppo di donne impegnate nella produzione artigianale dell’olio di argan, patrimonio prezioso del Marocco. Un incontro fatto di mani che lavorano, storie da ascoltare e sorrisi che attraversano culture.
Immerso nel cuore della foresta nebulosa del Costa Rica, il viaggiatore si riposa su uno dei famosi ponti sospesi di Monteverde. Questi ponti offrono viste spettacolari sulla vegetazione lussureggiante e sono una delle attrazioni principali per chi cerca avventura ed ecoturismo.
Tra i fumi pungenti e il colore surreale del lago acido, Jonathan si affaccia sul cratere del vulcano Ijen, uno dei luoghi più spettacolari e intensi di Giava. La maschera antigas è indispensabile per proteggersi dal gas solforico sprigionato dal vulcano attivo, mentre il lago color turchese crea un contrasto ipnotico con il paesaggio lunare circostante. Un messaggio ironico e rassicurante, in uno scenario dove la natura mostra tutta la sua potenza e bellezza selvaggia.
Jonathan ha deciso di viaggiare per il mondo da solo, accompagnato da un cartello che dice: “Mamma, sto bene”
Il profilo Instagram più commuovente dell’anno
Mamma, sto bene! è un account Instagram di successo ma anche il messaggio con cui un giovane uomo sta facendo il giro del mondo.
Da quando ha iniziato il viaggio, Jonathan Kubben Quiñonez, ha visitato 22 paesi in quattro continenti. In ciascuno di questi posti ha mandato alla madre preoccupata lo stesso rassicurante messaggio: mom, I am fine! (Mamma sto bene).
Senza rimorsi
Tutto è cominciato ad Aprile del 2016, quando il giovane si è sbarazzato della sua vita lavorativa presso un’azienda multinazionale in Belgio. A 27 anni ha rinunciato al suo lavoro, ha venduto la sua auto e comprato un biglietto di sola andata, senza rimorsi: direzione Cuba.
Viaggia ormai da più di un anno intorno al mondo e non si è ancora stancato.
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Un mare di esperienze
Jonathan ha vissuto con minatori in Bolivia.
Ha fatto amicizia con elefanti in Thailandia,
e ovviamente… si è lanciato con il paracadute!
Lezioni di vita
Ma cosa ha imparato dopo un anno?
“Ho appreso che il mondo è molto più bello di quello che ci insegnano”.
Ha affermato Jonathan davanti alle telecamere della TV belga.
“Ho imparato che sorridendo si possono aprire tantissime porte”.
Jonathan continua a viaggiare.
Adesso, però, ha intrapreso anche attività di promozione sociale.
Tuttavia non si dimentica mai di sua madre.
Lo scorso Natale è tornato in Messico per farle una sorpresa [clicca qui sotto per vedere il video che ha commosso il web].
Ovviamente è ripartito subito dopo, ma ovunque andrà, continuerà a dire alla sua mamma la stessa identica cosa:
La storia di Jonathan, alias “Mom, I’m fine”, ci insegna che dietro ogni scelta radicale non c’è per forza incoscienza, ma spesso il bisogno urgente di vivere in modo più autentico. Lasciare un lavoro stabile, vendere tutto e partire con uno zaino in spalla può sembrare una fuga, ma nel suo caso è stata una dichiarazione: non voglio sprecare tempo, voglio costruire una vita che mi assomigli.
Il suo gesto – un cartello per rassicurare la madre – è disarmante per quanto è semplice.
Eppure è proprio in questa semplicità che sta la forza della sua storia. È diventato un messaggio universale, capace di attraversare paesi, lingue e culture. La sua esperienza non glorifica il viaggio come moda o fuga esotica, ma come possibilità concreta di trasformare la propria vita in un racconto coerente con i propri valori.
E ci ricorda che il coraggio non sempre è spettacolare: a volte è solo decidere di seguire una strada che non dà garanzie, ma che ci tiene svegli, presenti, vivi.
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