Iceland 2023 la nuova avventura di daniele matterazzo

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Trasformare l’avversità in avventura per una Causa: un viaggio attraverso l’Islanda

Iceland Traverse 2023 – Spesso la vita ci mette a volte di fronte a sfide che sembrano insormontabili. Ma ci sono persone come Daniele Matterazzo, la cui storia di resistenza e resilienza ci ricorda che, non importa quanto dura possa essere la battaglia, c’è sempre la possibilità di riemergere e dare un nuovo significato alla nostra esistenza.

Daniele è un esempio vivente di questa verità. Un incidente straziante avrebbe potuto mettere fine alla sua passione per l’avventura. Invece, ha riscritto la sua storia, trasformando un’esperienza che avrebbe potuto essere devastante in un trampolino di lancio per qualcosa di molto più grande di lui.

Ecco la sua storia, un’intervista che promette di essere un viaggio di ispirazione e meraviglia. Immergiti nelle parole di Daniele e lasciati ispirare dalla sua incredibile trasformazione da sopravvissuto a “esploratore”.

Ciao Daniele, ci racconti un po’ di te?

daniele matterrazzoMi presento, sono Daniele Matterazzo, un giovane di 33 anni proveniente da Legnaro (PD). Vivo con una disabilità al braccio e alla mano sinistra, una conseguenza diretta della lesione del plesso brachiale che ho subito in un grave incidente stradale all’età di 15 anni.

L’incidente, avvenuto con lo scooter, mi ha portato sull’orlo della morte, e successivamente ho rischiato di perdere il braccio sinistro. Fortunatamente, entrambi sono stati salvati grazie a un’opera che rasenta il miracolo. Ho trascorso più di sei mesi in ospedale, divisi tra reparti di rianimazione e chirurgia plastica. Una volta dimesso, ho intrapreso un lungo percorso di riabilitazione che ha incluso ben 15 interventi chirurgici tra Italia e Francia, nel tentativo di recuperare la funzionalità e la mobilità del mio arto.

Affrontare questa esperienza a una così giovane età non è stato per nulla facile. Questo trauma ha precluso la spensieratezza tipica dell’adolescenza. Tuttavia, al compimento dei miei 30 anni, ho deciso che era tempo di un cambiamento. Per il mio bene, le cose dovevano cambiare, e ho fatto tutto il possibile per garantirlo.

Cosa è successo attorno ai 30 anni?

Era il 2020, un anno di crisi e demotivazione intensa che permeava ogni aspetto della mia vita. Durante quel periodo, però, sono stato casualmente ispirato dal film “Il cammino verso Santiago“. Prima di allora, non avevo mai considerato l’idea di percorrere a piedi distanze così estese. Per me, camminare era solo il modo più lento e noioso per spostarsi da un punto A a un punto B. Eppure, l’idea di intraprendere un viaggio di 1000km in solitudine, senza alcuna esperienza o competenza precedente, cominciava a sembrarmi allettante.

In quel film, ho visto una possibilità di liberarmi da un’oppressione che mi aveva tenuto in scacco per troppi anni. Avevo bisogno di un’esperienza forte, capace di cambiare la mia prospettiva sulla vita. Cercavo una sfida personale e quel pellegrinaggio sembrava offrire tutto quello che desideravo. Così, nel giro di un mese dalla visione di quel film, e in piena pandemia di COVID, ho organizzato il mio viaggio e ho intrapreso il cammino, nonostante le frontiere estere minacciassero di chiudere.

Sono riuscito a completare l’intero pellegrinaggio, partendo dal confine francese e arrivando all’Oceano Atlantico, all’estremità opposta della Spagna. Attraverso la fatica e l’impegno richiesto da tale impresa, ho ritrovato il coraggio e l’autostima che avevo perso negli anni successivi al mio incidente.

Questa esperienza mi ha segnato in modo profondo. Una volta tornato, non ho più smesso di camminare. Il mio tempo libero lo trascorrevo sempre in natura, riscoprendo la bellezza del movimento e della scoperta.

Come sei diventato un fundraiser sportivo e come hai trasformato il camminare, che per te è stato un modo per riprenderti da un incidente, in una forma di sostegno per gli altri?

A quasi un anno di distanza dall’esperienza di Santiago, ho deciso, nel 2021, di intraprendere un nuovo cammino durante le mie vacanze estive. Il percorso avrebbe avuto la stessa lunghezza di quello precedente, circa 1000km.

Ho riflettuto molto e ho deciso di restituire l’aiuto che avevo ricevuto durante i lunghi mesi trascorsi in ospedale. Ho scelto la Pediatria dell’Ospedale di Padova, la mia città, come il reparto che avrei voluto sostenere, organizzando così il mio primo fundraising sportivo attraverso una raccolta fondi a sostegno dei bambini e delle famiglie in cura. Il mio progetto prevedeva di percorrere a piedi la Via Francigena, partendo dalla Valle d’Aosta con l’obiettivo di arrivare a Roma nel giro di 30 giorni.

Questa nuova avventura si è rivelata altrettanto straordinaria come quella precedente, e ha consentito di raccogliere donazioni che hanno superato di gran lunga l’obiettivo prefissato. Da allora, non mi sono più fermato, continuando a organizzare eventi sportivi per sfidare i miei limiti e sostenere cause sociali a me vicine.

Camminare è stata la mia iniziale cura, una terapia attiva che mi ha permesso di riprendere in mano la mia vita, scoprendo nuove sfaccettature che prima mi erano sconosciute, attraverso fatica, meraviglia e stupore. I cammini sono stati gli unici, tra migliaia di tentativi in 15 anni, a restituirmi quello che mi mancava e che tanto cercavo. A quel punto, è diventato chiaro: volevo che i miei passi diventassero uno strumento per sostenere cause importanti. Ero felice di sfidare finalmente me stesso e la mia condizione e mi rendeva ancora più felice sapere che, contemporaneamente, stavo contribuendo a aiutare gli altri.

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Puoi spiegarci cosa significa per te “Emozionabile” e perché hai scelto di sostenere questa specifica onlus nel progetto che ti vedrà impegnato ad agosto 2023?

Emozionabile è un’organizzazione non profit che si dedica a rendere accessibili e fruibili una vasta gamma di esperienze ‘emozionanti’ a persone con disabilità. Se andiamo a cercare la definizione del termine ‘emozionabile’, troviamo: “chi cede facilmente alle emozioni o è soggetto ad emozionarsi”. E questo è esattamente l’obiettivo dell’associazione: suscitare emozioni nelle persone.

Sono molteplici le attività e le esperienze proposte dall’organizzazione sul territorio, offerte da personale e strutture competenti. Tra queste, possiamo citare: il contatto con gli animali, sport, natura e avventura, esperienze in acqua o di volo, il mondo dei motori, l’arte e la cultura e molte altre.

Ho scelto di sostenere Emozionabile perché apprezzo il loro approccio e desidero che continuino il loro importante lavoro, rendendo accessibili attività che, per chi vive certe condizioni, non sono così scontate. Credo fermamente nella loro visione del mondo, poiché ritengo sia essenziale, in questi tempi, offrire emozioni e spazi accessibili a tutti.

L’anno scorso la Lapponia svedese, quest’anno l’attraversamento dell’Islanda da nord a sud. In autonomia. Che tipo di preparazione richiede un viaggio come quello che stai per intraprendere in Islanda?

L’Islanda, situata all’interno del Circolo Polare Artico, è una nazione unica nel suo genere, conosciuta come la “terra di ghiaccio e fuoco” a causa della presenza di ghiacciai e vulcani che ne caratterizzano il paesaggio. Il territorio diventa pianeggiante solo lungo le coste, mentre il cuore dell’isola è attraversato da aspri rilievi, numerosi guadi e corsi d’acqua che complicano il passaggio a piedi.

Il mio progetto prevede di attraversare l’intera nazione a piedi, seguendo un sentiero molto tecnico da costa a costa, dal nord al sud. Sarà un’avventura in certi aspetti simile a quella affrontata l’anno scorso sul Kungsleden Trail, in Lapponia svedese, ma con difficoltà aggiuntive. Venti forti e piogge potrebbero caratterizzare le giornate e mettere a dura prova sia la mente che il fisico.

Lungo i 400 km di percorso, non sarà possibile fare rifornimenti, pertanto sarò costretto a portare con me diversi kg di cibo e tutto il necessario per essere autosufficiente in ogni situazione. Ci vorranno circa 20 giorni per attraversare completamente l’Islanda.

Questo non è di certo un luogo adatto per iniziare le prime esperienze di trekking, ma attraverso le varie avventure ed esperienze che ho accumulato nel tempo, ho acquisito conoscenze che mi permetteranno di orientarmi e muovermi nel territorio, riconoscendo e anticipando i punti critici su una mappa.

Nel mio caso specifico, dovrò fare tutto ciò con un solo arto superiore, aiutandomi come posso con il braccio sinistro. Sarà una sfida significativa affrontare un territorio del genere con un solo braccio, soprattutto se ciò significherà montare la tenda con forti raffiche di vento, magari sotto una pioggia battente incessante. Non nascondo che l’idea mi attrae molto, pur essendo consapevole delle inevitabili preoccupazioni.daniele materazzo, islanda, iceland traverse

Iceland Traverse. Foto: Daniele Matterrazzo

Potresti descriverci in modo più dettagliato il tuo percorso lungo l’Iceland Traverse? Quali aspettative hai per il cammino?

Il mio viaggio inizierà il 6 agosto 2023 dalla cittadina di Akurjerj, situata sulla costa nord dell’Isola. L’obiettivo è raggiungere la costa meridionale, dopo aver percorso circa 400 km, in un lasso di tempo di 3 settimane. Il territorio sarà molto vario, che va dai deserti vulcanici alle Highlands islandesi, fino a raggiungere zone completamente verdi e selvagge. Le condizioni climatiche potrebbero variare molto a seconda della mia posizione, e non posso escludere la possibilità di nevicate, anche in agosto. L’acqua potabile sarà una certezza costante, disponibile in abbondanza nella maggior parte dei corsi d’acqua che incontrerò.

Il mio cammino sarà su un terreno tecnico, con passi misurati e sicuri per evitare complicazioni. Dovrò guadare fiumi e altri corsi d’acqua per proseguire lungo la rotta, ma non mi aspetto di incontrare animali pericolosi.

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Come pensi di gestire l’auto-sostentamento per oltre 20 giorni in un territorio così selvaggio e incontaminato?

Molte aree che attraverserò saranno semi-desertiche, e potrebbero passare diversi giorni prima che io incontri o veda passare qualcuno. Avrò con me un comunicatore satellitare per avvisare i soccorsi in caso di emergenza e essere localizzato facilmente.

Trasporterò tutto l’occorrente su uno zaino da 80 litri, con un peso stimato di 20 kg. Questo limiterà la mia velocità di progressione, mettendo alla prova i miei piedi e ginocchia lungo il cammino. Per limitare il peso dello zaino, opterò per del cibo disidratato o liofilizzato, al quale basterà aggiungere acqua calda per alimentarmi. Non ci saranno supermercati o altri servizi lungo il percorso, quindi avrò con me un fornello dotato di scambiatore di calore per sopperire al vento e un’efficiente tenda da spedizione, in grado di sopportare forti venti o piogge intense.

Cosa porti nel tuo zaino per questo tipo di viaggio e come decidi cosa è essenziale?

Essendo un viaggio in autonomia e auto-sussistenza per circa 20 giorni, la scelta dei materiali e attrezzature che porterò con me sarà dettata dall’essenzialità e dalla indispensabilità. Studio attentamente il territorio e le sue condizioni ambientali e climatiche prima di ogni scelta. Il mio zaino includerà solo ciò che è davvero necessario, privilegiando, ove possibile, materiali e attrezzature ultraleggere per ridurre il peso. Suddivido e scelgo i materiali in base a quattro categorie: vestiario (vestiti, calzature), reparto notte (tenda, materassino, sacco a pelo), reparto cucina (tipologia di fornello) e oggetti personali (dispositivi elettronici, prese, cavi, torcia, mini beautycase, ecc.).

Qual è il messaggio o la lezione che spereresti che le persone traggano dal tuo viaggio?

Credo fermamente che la maggior parte delle difficoltà possano essere superate con motivazione e volontà. Attraverso i miei progetti, voglio dare testimonianza dell’accessibilità e dell’inclusività nello sport, sperando di essere d’esempio per coloro che vivono realtà simili. Penso che sia arrivato il momento di rivedere il concetto di disabilità: non più come un impedimento o un problema, ma come una condizione che, con i giusti strumenti, può permettere di vivere esperienze ‘emozionanti’. Sono convinto che lo sport unisca le persone e sia uno strumento straordinario di aggregazione, capace di costruire ponti enormi e portare le persone dove desiderano con la volontà.

Come possono le persone seguire la tua avventura e, se lo desiderano, come possono sostenere ‘Emozionabile’?

Il mio viaggio sarà documentato quotidianamente sui miei canali social IG e FB sotto il nome @walkinscape, con post, stories e reels. Nel link in bio o nei post fissati ed evidenziati sarà possibile trovare i riferimenti per le donazioni a favore di Emozionabile onlus. La raccolta fondi sarà anche disponibile sul sito/campagna di crowdfunding ‘Rete del dono’ (www.retedeldono.it), cercando il progetto con la frase: ‘All’ incrocio tra ghiaccio e fuoco x Emozionabile’.

Hai qualche progetto per il futuro?

Mi auguro di continuare su questa rotta, che continua a regalarmi emozioni e traguardi significativi. Adoro lo sport e quello che può offrire, ed è diventato una parte fondamentale della mia vita. Ho in mente molte sfide personali che intendo affrontare nei prossimi anni, alzando sempre più l’asticella della difficoltà, cimentandomi in ambienti sempre più remoti e ostili e, perché no, tentando in futuro nuovi contesti sportivi. Mi piace sfidare la mia condizione, rendendomi conto che la maggior parte degli ostacoli e delle paure che ho vissuto o continuo a volte a vivere hanno preso vita in situazioni di routine o comfort zone. È solo uscendo da giornate prevedibili che l’imprevedibile in noi viene alla luce.

Foto: Daniele Matterrazzo in Svezia 2022

Iceland Traverse 2023 (l’attraversata dell’Islanda). Ecco come seguire l’avventura:

Per seguire passo dopo passo l’Iceland traverse di Daniele cliccate su uno dei seguenti canali:


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