Vivere nei boschi: Tinklebell’s Garden, Il Giardino delle Fate.

Helpx, scambio alla pari
La casa di Emilie, in mezzo al bosco. È qui che vivremo per un po' di tempo.

Un’altra storia di decrescita 

Vivere nei boschi – Portogallo, Biblioteca di Castelo de Vide. Terça-feira, 30 de agosto de 2011 

Piccolo cambio di programma  ✍️

Avremmo dovuto raggiungere Lisbona oggi, per farci ospitare da una famiglia portoghese. Però, come capita spesso, abbiamo cambiato idea. Ci fermeremo più a lungo a casa di Emilie perché ci piace molto qui e perché sta per iniziare una festa: stanno montando le prime installazioni di un curioso mercato medievale e la location dove ci troviamo è davvero incantevole! Il lavoro come aiutanti al ristorante è finito; ora daremo una mano alla ragazza olandese che ci sta ospitando nella sua casa in mezzo ai boschi.

Senza affitto né mutuo

Emilie si è trasferita in Portogallo una decina di anni fa dopo aver deciso di lasciare la vita frenetica di città in Olanda. Per campare ha sempre fatto di tutto, fra cui anche la cuoca in un ristorante tutto suo, che però ha recentemente lasciato come abbiamo raccontato nel post precedente. Ora vive in una casa che le è stata affidata in comodato d’uso. In cambio se ne prende cura e cerca di rimetterla a posto. La casa è situata in una collina montuosa, in un’altura difficilmente raggiungibile dai veicoli, in mezzo ad una foresta nei pressi di Castelo de Vide. La proprietà comprende un giardino incantevole che la ragazza ha ribattezzato Tinklebells’ Garden, il Giardino delle Fate. Qui compie esperimenti di permacultura e orto sinergico, un approccio agricolo alternativo che, spera, le permetterà di auto-produrre più verdura e frutta possibile, sia per sé che per i suoi ospiti.

Vivere nei boschi
La nostra host, Emilie, e Roberta, mentre passeggiano nei boschi

Tinklebell è davvero il classico posto sperduto in mezzo alla natura. Lo si può raggiungere percorrendo una strada tortuosa, non asfaltata. L’automobile di Emilie è vecchia e sgangherata e fa molta fatica a salire (uno di questi giorni potrebbe smettere di funzionare😅). Il fatto che la nostra giovane host viva qui da sola ci ha stupiti molto. Le abbiamo chiesto se ha paura, ma lei ha sorriso. Qui si sente al sicuro, più al sicuro che in una città. D’altronde è una donna forte e coraggiosa.

Dove osano le aquile

I giorni al Giardino delle Fate si prospettano molti idilliaci. Siamo immersi nella natura, circondati da alberi di ogni tipo, soprattutto querce, pini, eucalipti e ulivi. E tantissime specie di uccelli, tra cui le aquile, che ammiriamo con molta meraviglia. Galleggiando libere nell’aria, sembrano osservarci dall’alto. Per un attimo, sogniamo di poter essere come loro: poterci librare leggeri nel cielo ovunque il vento ci conduca. In fondo, anche se non siamo in grado di volare, ci sentiamo un po’ come loro adesso… liberi di andare dove vogliamo.

Dicono che questa sensazione di libertà non può durare per sempre, e forse sarà così anche per noi… Tutto sommato abbiamo conosciuto moltissime persone che ogni giorno provano a essere libere. In realtà libertà è una di quelle parole ingannevoli che possono essere interpretate in mille modi. Forse dovremmo parlare di libertà nel senso di uno stile di vita in “armonia” o in “equilibrio” con noi stessi. Dunque, speriamo che anche noi, come le persone che abbiamo incontrato e di cui abbiamo parlato, riusciremo a trovare il nostro “equilibrio” e sviluppare la nostra idea di libertà.

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Il castello di Marvão

Il più bel cielo stellato di sempre

Nei post precedenti abbiamo descritto cieli stupendi. Ebbene, quello di cui godiamo qui, in mezzo al bosco, è probabilmente il più bello che abbiamo visto finora. La via Lattea appare così nitida, così come molti altri oggetti della volta celeste che brillano con una forza straordinaria! Ogni sera puntualmente esprimiamo un sacco di desideri, perché sono tante le occasioni che abbiamo per avvistare le stelle cadenti. Sembrano lacrime piante dal cielo: dalla visione di un astro cadente non passa molto tempo che, ecco, ne vediamo subito un altro accendersi. Osserviamo queste stelle con stupore mentre brillano splendenti, percorrono un breve tratto del cielo e poi si dissolvono pochi secondi più in là…

Per osservare un cielo così stellato bisogna vivere lontani dalla città e dall’inquinamento luminoso, magari bivaccare all’aperto nel bel mezzo della natura come stiamo facendo noi in questi giorni. È fantastico. Ci sembra come se avessimo visto il cielo notturno per la prima volta nella nostra vita.

Le fate del bosco

Non ci sono soltanto le stelle nel cielo a brillare: centinaia di luci fluttuano fra i cespugli del bosco, in contrasto con il buio fitto. Si illuminano, poi scompaiono, sembrano comunicare fra loro con un alfabeto morse sconosciuto. Sono forse le fate di cui parla Emilie e che danno il nome alla sua casa? O sono semplicemente le manifestazioni di alcune creaturine straordinarie che, grazie agli effetti della bioluminescenza, danno vita a danze notturne di luce? La risposta non ha importanza: si può trovare bellezza, poesia e magia in ogni angolo di questo piccolo paradiso.

Felicità

Uno dei motivi per cui abbiamo scelto di viaggiare è quello di collezionare piccoli momenti di felicità come questi. Certo, la felicità, come l’idea di libertà, è diversa per ciascuno di noi: ognuno di noi necessita ingredienti differenti per la propria ricetta; non esiste un metodo univoco che sia valido per tutti. A noi rende felici viaggiare, stare in mezzo alla natura, conoscere persone particolari, come Emilie, e con loro condividere un pezzo del nostro viaggio. Sono persone che stiamo invidiando molto per la loro semplice quotidianità. Persone che ci ricordano, ancora una volta, che per essere felici basta poco.  

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Siamo due ragazzi di Torino che hanno deciso di prendersi del tempo per esplorare l'Europa, senza limiti, senza piani e soprattutto... senza soldi! Ce la faremo? Seguite la nostra avventura!

1 Commento

  1. Magari potessi fare io una scelta del genere, ma ormai sono entrato nel tunnel della droga/soldi e senza di quelli non si può più andare avanti (a meno di non essere soli come Emilie, allora…).
    Continuate così ragazzi, sono orgoglioso di voi (ma non ditelo alle vostre mamme altrimenti mi uccidono…eheheh)

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