20 Regioni per Cambiare – viaggio in Italia con la bici e il wwoof

Alessandro Cravotta
Friuli-Venezia-Giulia, Carso - Tramonto su Trieste

Imparare attraverso l’esperienza

Alessandro sta girando l’Italia appoggiandosi alla rete Wwoof con un progetto personale chiamato “20 Regioni per Cambiare”. Si sposta da una regione all’altra con la sua bicicletta, chiedendo ospitalità ad amici o parenti, o affidandosi a reti di sharing economy (come ad esempio couchsurfing) ed eventualmente facendo camping. La sua idea è di scegliere un host per ogni regione e di soggiornarvi per circa un mese, un tempo adeguato per osservare e apprendere competenze e stili di vita differenti. Al 200° giorno della sua esperienza, condivide con noi le sue sensazioni e le sue impressioni di viaggio.

Ricordi

Mi sveglio, sorridendo, non so bene perché. Ci penso. Chiudo gli occhi e rivedo fotogrammi del mio sogno. Beh, più che un sogno, è un ricordo. Sono in quarta elementare e la scuola ha organizzato una gita allo stabilimento del latte Alberti. Ricordo quel giorno come fosse oggi: i profumi, i grossi macchinari, il colore bianco, il sapore del gelato che ci è stato offerto a fine visita. Ricordo quel giorno come fosse oggi, perché è stata una delle prime volte nella mia vita in cui mi veniva spiegato “veramente” qualcosa, facendomi vedere, ascoltare, toccare, assaggiare.

Non erano parole su un libro, immagini su un dépliant o un filmato in TV… Il ricordo svanisce e ne riaffiora un altro. Sono in classe e stiamo studiando i fiumi più lunghi d’Italia. Piave, Po, Ticino, Tanaro, Adige, Adda, Oglio. Ascolto la maestra elencarli e già so che dovrò impararli a memoria. Allora li imparo. Ma è come se fossero parole spogliate del loro vero significato, legate ad un’identità che non conosco. Luoghi carichi di un’importanza che non sento, che non riesco a vedere.

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Alessandro

Bellezza

A distanza di 20 anni, sto girando l’Italia in bici con il wwoofing, regione per regione ed è come se i nomi e gli elenchi che mi hanno fatto studiare avessero acquisito un senso… finalmente. Piave, Po, Ticino, Tanaro, Adige, Adda, Oglio ma anche Dora Baltea, il Lago Maggiore, il Brenta, il lago d’Iseo, il lago di Garda, il Tagliamento, il lago di Como, la Dora Riparia. Non sono più solamente parole: sono esperienza. Sono entrati a far parte della mia vita. E non solo fiumi o laghi… I maestosi castelli della Val d’Aosta, le colline del Franciacorta, i frutteti del lungo Adige, i tramonti pastello del Carso. Viene veramente voglia di riempirsi gli occhi con tutta la meraviglia che ci circonda: non ho mai posato lo sguardo su così tanta bellezza.
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I “Grazie”

Ho all’attivo quasi 5 delle 20 esperienze wwoofing previste, ognuna delle quali è durata circa un mese. Ho vissuto con ragazzi, ragazze, famiglie e comunità.

Couchsurfing: Io, Sebastian, Chiara e Matteo.
  Sono stato ospitato 19 volte da “quelli dei divani” (come li chiama mia mamma). Ho raccontato la mia storia e ascoltato le storie di altri. Ho chiesto consigli. Ho incontrato viaggiatori come me. Sono stato “adottato”. Sono stato capito. Ho voluto bene e mi hanno voluto bene. E nonostante io abbia utilizzato la parole “grazie” un’infinità di volte, non ha perso valore neanche una singola volta.
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Momento di festa alla Fattoria solidale Brugine.
Spero di poterla continuare a utilizzare, perché ritengo che sia la sintesi massima dell’esperienza wwoofing. Ringraziarsi per lo scambio sincero e la condivisione autentica. Senza dimenticare l’aspetto del lavoro, non solo agricolo.
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Imparare nuovi mestieri, le mille possibilità del wwoof.

Attività da wwoofer

In questi mesi ho falciato la segale, ho raccolto frutta, ho costruito un recinto, ho pulito stalle, ho aiutato in cucina, ho cimato le viti, ho aiutato in un trasloco, mi sono preso cura degli asini, e molto molto altro.

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Tetto in paglia per la sopraelevazione di una casa di Brugine (PD).
In primavera il corso gratuito di cappotto in paglia, si accettano volontari e corsisti.
Grazie quindi anche a tutte le persone che fino ad ora, mi hanno dato la possibilità di sperimentarmi in nuove attività, perché più che mai mi ritrovo in questa frase:

“Il lavoro non mi piace, non piace a nessuno, ma a me piace quello che c’è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi.”.

Nuovi stili di vita: vivere in una yurta

Per chi volesse avere maggiori informazioni sul mio viaggio, potete seguirmi alla mia pagina Facebook: 20 Regioni per Cambiare o scrivermi a questa e-mail.

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Provare nuovi mestieri, stili di vita, ma anche diete: Alessandro alle prese con un piatto a base di cicale.

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