Viaggio con il mio cavallo Currito, in giro per la Spagna e oltre 🐎❤️

Grace con Currito durante il loro viaggio lento a cavallo, con il mare sullo sfondo e un forte senso di libertà e avventura

Viaggiare a cavallo con Currito: la storia di Grace tra Spagna e Francia

Grace, giovane viaggiatrice lituana, ha lasciato la sua terra natale per seguire due grandi passioni: i cavalli e il viaggio lento. In questa intervista racconta l’incontro con Currito, un cavallo dal passato difficile, e il loro cammino tra il sud della Spagna e il sud della Francia.

Questa intervista è stata pubblicata originariamente nel 2019. Alcuni riferimenti al presente, ai piani futuri e alla raccolta fondi raccontano quindi una fase precisa del viaggio di Grace e Currito.

Il viaggio a cavallo appartiene a un immaginario antico, fatto di sentieri, lentezza, cura quotidiana e relazione con l’animale. Dietro l’immagine romantica, però, c’è anche molta fatica: organizzazione, documenti, imprevisti, responsabilità e attenzione costante al benessere del cavallo.

La storia di Grace e Currito parla proprio di questo equilibrio. Da una parte il desiderio di libertà, dall’altra la necessità di ascoltare un compagno di viaggio con bisogni, paure e limiti propri. Ne nasce un racconto intenso, a tratti ruvido, molto vicino allo spirito del viaggio lento.

Ciao Grace, quando hai scoperto la tua passione per i cavalli?

Grace con Currito durante il loro viaggio lento a cavallo tra Spagna e Francia

I cavalli hanno sempre avuto un posto speciale nel mio cuore. Sono cresciuta in una fattoria, circondata da animali, e tra loro c’erano anche i cavalli.

A sette anni ho iniziato a cavalcare un pony alto circa 110 centimetri, che apparteneva a mia madre. Ho imparato quasi tutto da sola, senza lezioni formali. Sapevo fare le cose essenziali: dirigere il cavallo a destra e a sinistra, cavalcare senza sella, usare una briglia e un morso.

Con il tempo ho esplorato diverse discipline equestri e mi sono avvicinata all’equitazione naturale, conosciuta anche come natural horsemanship. Mi affascinava l’idea di cavalcare con maggiore libertà e costruire una connessione più profonda con il cavallo. In Lituania, però, era difficile trovare materiale su questo argomento.

Ho partecipato anche a qualche competizione, ma ho capito presto che le gare non facevano per me. A sedici anni ho lasciato la mia terra e mi sono trasferita nel Regno Unito. Ho vissuto a Londra per quattro anni, un periodo in cui ho perso il contatto con i cavalli e in cui, sinceramente, non ero felice.

La mia anima cercava natura, animali e viaggio. Così ho continuato a chiedermi come avrei potuto costruire una vita più vicina a ciò che amavo davvero.

Quando è nata l’idea di intraprendere un viaggio a cavallo in Spagna?

Grace durante un viaggio a cavallo legato allo slow travel e all’equitazione naturale

Una volta stavo raccontando a un amico di un documentario sui cavalli che avevo visto da poco. Lui mi guardò negli occhi e mi disse: “Raramente ti ho sentita parlare con così tanto entusiasmo. Se ami i cavalli in questo modo, perché non scegli una strada che ti avvicini di più a loro?”

All’inizio provai a giustificarmi, ma quella domanda continuò a risuonare dentro di me.

Pochi mesi dopo lasciai il mio lavoro. Accettai la prima opportunità che mi permetteva di lavorare con i cavalli e diventai stalliera per una squadra di polo. Mi accorsi presto che quel mondo non era ciò che cercavo, così lasciai anche quel lavoro.

Quella scelta segnò un passaggio importante. Da quel momento iniziai a vivere in modo più vicino ai miei desideri, aprendomi a nuovi modi di guardare il mondo.

Che cosa è successo dopo?

Ho viaggiato in diverse parti d’Europa, ho partecipato a vari progetti di volontariato e ho avuto la fortuna di lavorare in una fattoria dedicata all’equitazione naturale a Maiorca.

Lì riaffiorò un sogno che avevo fin da bambina: viaggiare a cavallo. Ricordo ancora quando guardavo una mappa del mondo e immaginavo quanto sarebbe stato avventuroso attraversare le montagne dal Messico al Canada.

In quel periodo mi trovavo in Spagna, con circa 1800 euro messi da parte. Quando la mia esperienza lavorativa a Maiorca terminò, mi spostai a Tabernas, ad Almería, per fare volontariato e occuparmi dell’addestramento di due cavalli salvati.

Durante quell’esperienza il desiderio di partire diventò sempre più forte. Iniziai a raccogliere e acquistare l’attrezzatura necessaria: provviste, sella, corde, materiale per il trasporto dei bagagli. Avevo quasi tutto, tranne l’elemento più importante: i cavalli.

Il mio desiderio era avere due cavalli, uno da montare e uno per trasportare parte del carico. Per un cavallo, infatti, avere un compagno accanto può fare una grande differenza.

Grace e Currito durante un viaggio a cavallo in Spagna

Quando hai incontrato Currito per la prima volta?

Currito, il cavallo di Grace, durante un’esperienza di viaggio lento

La prima volta che incontrai Currito non immaginavo quanto avrebbe cambiato la mia vita.

Avevo destinato circa 300 euro all’acquisto di un paio di cavalli da salvare da un destino incerto, forse dal macello. Avevo trovato alcune possibilità che rientravano in quel budget, ma la burocrazia rese tutto più difficile: servivano documenti, registrazioni e un codice di azienda agricola per completare l’acquisto.

Le mie ricerche si complicarono anche a causa di un viaggio intrapreso con un ragazzo. Le cose tra noi non andarono come sperato e mi ritrovai abbandonata in montagna, con tutte le mie cose, ma senza cavalli.

Il cammino mi portò poi a Tarifa, dove iniziai un’esperienza di volontariato in una fattoria vicino a Bolonia. Fu lì che incontrai “Il Grigio”, un giovane cavallo di cinque anni. Il suo precedente addestratore riusciva a montarlo, ma non aveva costruito con lui un rapporto sereno.

All’inizio la sua natura timida e riservata non mi attirava quanto quella del suo compagno di paddock, più vivace e giocoso. Con il tempo, però, iniziai a vedere la dolcezza nascosta dietro quella riservatezza. Il fatto che si concedesse una siesta ogni giorno mi faceva sorridere.

A un certo punto il mio cuore aveva già scelto: volevo quel cavallo. Volevo “Il Grigio”, che poi avrei chiamato Currito. Ogni volta che lo dicevo, però, mi rispondevano che era impossibile, perché non era in vendita.

Lasciai la fattoria per cercare di guadagnare il denaro necessario, ma continuai a chiedere di lui per un anno intero. Anche davanti ai rifiuti non persi la speranza. Sapevo che sarei partita comunque, con Currito o senza di lui.

Alla fine sei riuscita a comprarlo?

Sì. Dopo vari tentativi, proposi al proprietario della fattoria di tornare per fare volontariato, sperando che prima o poi accettasse di vendermi Currito. La sua risposta fu inaspettata: “Torna pure! Currito mi ha appena dato un bel calcio. Ho decisamente bisogno di una mano!”.

Quando tornai, Currito mi riconobbe. Si avvicinò e mi sfiorò dolcemente con la testa. È un momento che non dimenticherò mai.

Alla fine, con 400 euro e molta determinazione, Currito diventò mio. Molti pensavano che, a causa dell’asma e delle allergie alle zanzare, non avrebbe avuto un futuro come cavallo da viaggio. Alcuni lo consideravano ormai destinato a una fine triste. Io invece vedevo in lui un valore enorme.

Firmare quei documenti e diventare la sua proprietaria è stata una delle gioie più grandi della mia vita, ma anche una delle responsabilità più grandi che abbia mai assunto.

Grace accanto a Currito durante il loro viaggio a cavallo

Come ha avuto inizio l’avventura con Currito?

Il nostro percorso è stato pieno di ostacoli: recinti difficili da superare, piogge continue, borse da sella poco adatte e molto dolore fisico. In un episodio sfortunato, un cane morse l’orecchio di Currito. Nonostante le difficoltà, e nonostante il peso perso lungo la strada, continuammo ad andare avanti.

In diverse occasioni persone generose ci aprirono le porte delle loro case e ci offrirono riparo. Proseguimmo per altri 400 chilometri, fino a quando incontrammo un allevamento di cavalli che aveva bisogno di movimento e attività.

Quel luogo diventò la nostra casa per i dieci mesi successivi. Durante quel periodo avviai anche un programma di volontariato. Non fu una passeggiata, ma fu un’esperienza preziosa. Mi insegnò moltissimo e mi preparò meglio alle avventure future.

Cosa pensi che provi Currito durante il viaggio?

Amo la compagnia di Currito, ma ho spesso dubbi su ciò che prova davvero. Anche se tra noi esiste un legame molto forte, sento che sarebbe più sicuro e felice con un altro cavallo, o almeno con un altro erbivoro, al suo fianco. Mi rendo conto sempre di più di quanto sia importante trovargli un compagno di viaggio.

Currito ama i piccoli piaceri del percorso. Mangia con entusiasmo ogni ciuffo d’erba che trova, un lusso che prima conosceva poco. Si anima quando incrociamo altri cavalli o quando mi fermo per coccolarlo. A volte sembra perdersi a osservare i panorami, come se capisse la bellezza intorno a noi.

So che gli piaccio e che siamo diventati inseparabili. Il suo punto debole, però, emerge quando resta solo. Ho la sensazione che, se potesse, tornerebbe correndo nel luogo che ricorda come casa.

Il viaggio a cavallo richiede esperienza, preparazione e grande attenzione al benessere dell’animale. Prima di partire servono competenze equestri solide, documenti in regola, assicurazione, conoscenze di primo soccorso, contatti veterinari e la capacità di riconoscere stress, stanchezza, dolore o disagio nel cavallo.

Consiglieresti un viaggio a cavallo?

È un’esperienza bellissima, ma non è per tutti. Richiede resistenza fisica e mentale, più di quanto molte persone immaginino. Con la giusta determinazione, però, può diventare un percorso profondo di crescita personale.

La cosa più importante è non pensare al cavallo come a un mezzo di trasporto. È un compagno vivo, sensibile, con paure, preferenze e bisogni. Se non si è pronti a mettere il suo benessere al centro del viaggio, è meglio scegliere un altro modo di spostarsi.

Quali sono le difficoltà principali?

Viaggiare con Currito ha molte complessità. A volte mi sono chiesta se non sarebbe stato più semplice ed economico partire a piedi. Troviamo spesso barriere chiuse su strade che dovrebbero essere pubbliche, e questo rende difficile il passaggio con un cavallo.

Le soste per la notte richiedono aree erbose e, quando possibile, acqua nelle vicinanze. La pianificazione dei percorsi deve evitare città, autostrade, dighe e infrastrutture complicate. Tutto questo limita molto le opzioni.

C’è poi la logistica quotidiana. Quando ho bisogno di rifornimenti, devo trovare un posto sicuro dove lasciare Currito. Cerco sempre di avere cibo sufficiente per almeno una settimana, o comunque fino al prossimo punto di rifornimento.

Eppure l’idea di fare questa avventura senza di lui mi sembra impensabile. Sapere di avere un compagno fidato al mio fianco mi dà conforto. Currito mi ha insegnato moltissimo sui cavalli, sugli animali e sulla vita.

Grace in viaggio con Currito lungo un percorso rurale

Senza Currito, molte delle interazioni umane che ho vissuto non sarebbero mai accadute. Anche il modo in cui guardo la natura è cambiato. La compagnia inattesa delle mucche che ci seguono curiose lungo i recinti, i piccoli incontri, gli sguardi delle persone: tutto ha un sapore diverso grazie a lui.

Qual è stato il momento più intenso del tuo viaggio?

Ricordo una notte su una collina, sotto una pioggia fortissima, con tuoni e fulmini che illuminavano il cielo. Le nuvole erano così basse che ogni lampo mi accecava per qualche istante.

La tensione nell’aria era altissima. Currito era terrorizzato e il suo istinto gli diceva di fuggire lontano dalla tempesta. Con tutta la calma che riuscivo a trovare, presi la sua corda e cercai di trasmettergli sicurezza.

In quell’oscurità, attraversata solo dai lampi, Currito decise di fidarsi di me. Si abbassò al suolo, appoggiò delicatamente la testa e rimase immobile. Ogni mio gesto sembrava diventare per lui un segnale. Se alzavo la testa per guardare il cielo, lui faceva lo stesso. Rimaneva calmo perché io cercavo di restare calma.

Grace e Currito durante una tappa del loro viaggio a cavallo

Quella notte ho sentito una forma di pace difficile da spiegare. Mi sono detta che, se fossi morta in quel momento, sarei morta felice. Il nostro viaggio mi ha fatto spesso tornare a una domanda: è meglio vivere una vita breve piena di gioia, o una lunga vita segnata dal rimpianto?

Naturalmente, oggi racconterei quell’episodio anche con prudenza: una tempesta è una situazione pericolosa, soprattutto con un animale. Ma emotivamente è stato uno dei momenti in cui ho sentito più forte il legame tra me e Currito.

Cosa significa per te viaggiare con lentezza?

Per me viaggiare con lentezza è un modo di vivere, non solo un ritmo. Significa osservare i segni della natura, ascoltare gli animali, accettare gli imprevisti e capire che non tutto deve essere controllato.

La lentezza mi ha insegnato a sentire il paesaggio con più attenzione. Non guardo la natura come qualcosa di separato da me. La vivo, la ascolto, la rispetto e mi lascio cambiare da lei.

È vero che stavi raccogliendo fondi per il tuo viaggio?

L’unico sostegno concreto che ho ricevuto finora è stato sotto forma di ferri per Currito, offerti gratuitamente. Questo è stato tutto il mio sponsor.

L’anno scorso avevo provato ad avviare un crowdfunding per acquistare un secondo cavallo. A posteriori, però, sono grata che non sia andato a buon fine. Il nostro viaggio si basa sul percorso, più che sulla destinazione. Non voglio sentire la pressione di dover raggiungere un obiettivo o mantenere una promessa fatta a qualcuno in cambio di denaro.

Chi è curioso e vuole seguire le nostre avventure senza una meta precisa è sempre benvenuto sulla pagina Facebook dedicata a Currito.

Currito durante una pausa del viaggio lento a cavallo

Quanto costa mediamente organizzare un viaggio a cavallo?

Grace con Currito durante il viaggio a cavallo in Spagna

All’inizio si possono spendere circa 1500 euro per organizzare l’essenziale, a condizione di sapere dove cercare l’attrezzatura giusta. Il mondo dell’equitazione richiede tempo per essere compreso, e i prodotti per cavalli non sono economici.

Con quella cifra si può iniziare a procurarsi sella, bisacce, ferri, cavallo, cibo, corde, pannello solare per ricaricare il telefono, abbigliamento impermeabile, tenda, sacco a pelo, materassino, calzature adatte e una buona mappa sul telefono. La qualità del materiale può variare molto, ma può essere una base di partenza.

Se si acquista un cavallo a un prezzo basso, è fondamentale sapere che cosa si sta facendo. Bisogna conoscere l’addestramento, la salute dell’animale, i documenti necessari e le regole del paese in cui ci si trova.

In Spagna, per esempio, possono servire documenti specifici, un codice aziendale per il passaporto del cavallo, un’assicurazione e, per i cittadini stranieri, il numero NIE, cioè Número de Identidad de Extranjero. A seconda della situazione possono essere richiesti anche permessi particolari.

Io avevo tutti questi documenti, anche se curiosamente non mi sono mai stati richiesti. In caso di incidenti o controlli, però, sono fondamentali.

E per quanto riguarda il cibo?

La mia alimentazione è vegana o vegetariana. Currito, invece, ha bisogno di un supplemento quotidiano di cibo che varia tra uno e due chili, oltre all’erba che trova nei prati.

Il mangime per cavalli, a seconda del luogo d’acquisto e della qualità, può costare circa 11 euro per 20 chili. Poi ci sono gli imprevisti. Se il cavallo si ammala, le spese veterinarie possono diventare alte, quindi è sempre consigliabile avere una piccola riserva di denaro.

Dove dormite di solito?

In genere ci accampiamo in aperta campagna. A volte, però, veniamo ospitati da persone gentili che incontriamo lungo il cammino.

Hai piani per il futuro?

Il mio piano è dirigermi verso nord, cercando un luogo in cui io e Currito possiamo sentirci felici. Sogno una piccola fattoria dove lavorare a stretto contatto con persone e animali.

Credo profondamente che, se impariamo ad ascoltare gli animali, loro possano insegnarci moltissimo su noi stessi. Possono aiutarci a crescere, migliorare e vivere con più attenzione.

Galleria fotografica di Grace e Currito

Grazie Grace

Grazie a Grace per il tempo che ci ha dedicato e per aver condiviso la storia del suo viaggio con Currito.

Potete visitare la sezione dedicata ai viaggi lenti a cavallo.


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