Scambio di ospitalità alla pari in Umbria: sulle ombre del Santo d’Assisi

La chiesa di Santa Chiara

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Siamo alla terza tappa del nostro viaggio. Abbiamo raggiunto l’Umbria e ci siamo fatti accogliere dalla famiglia di Michele e Claudia, una coppia talmente gentile ed ospitale da metterci quasi in imbarazzo. Ci siamo conosciuti rispondendo alla loro chiamata alle armi: poco lontano dalla loro casa e da due piccoli laghi c’è infatti un campo da spianare, un esercito di rovi e sterpaglie da abbattere e una terra da rendere fertile per il trapianto di giovani ulivi.

Afferrati zappe, falcioni e accette, ci siamo subito dati da fare per svolgere ciò che può sembrare un lavoro duro e difficile, ma che dona tonicità e vigore se svolto con tenacia e determinazione, e soprattutto con il giusto ritmo.

Prima e dopo.

In cambio di questo aiuto, Michele e Claudia ci hanno messo a disposizione il secondo piano della loro casa, che fino a poco tempo fa era un bed and breakfast.

Non solo comodità ma anche tanta simpatia, calore, buon cibo e voglia di condivisione contraddistinguono la nostra permanenza qui a Sant’Orfeto (PG). I nostri host ce la mettono tutta per farci sentire a nostro agio, nonostante lo stress e il continuo via vai lavorativo che li tiene ore e ore lontani dalla loro bellissima casa.

Se ti interessano questo tipo di scambi, leggi anche il post precedente sulla nostra esperienza di housesitting in una baita in Toscana.

Umbria con lentezza: sulle orme del Santo D’Assisi

La chiesa di Santa Chiara

Come sempre, la cosa positiva di questo nostro stile di vita nomade è che il tempo libero non manca. Tempo per respirare, leggere, oziare, riflettere, meditare, vivere. Ed eccoci dunque a parlare dell’Umbria.

Sarà l’emozione della prima volta o la semplice conferma che tutte quelle immagini del nostro bel Paese ed in particolare di questa bella regione, viste alla tivù o nei giornali, non sono semplici fotomontaggi da rivista turistica: l’Umbria, ricoperta da fertili vallate è davvero incantevole e dolce, col suo verde e le sue colline ridenti colme di vigneti, oliveti, querce, faggi e castagni.

Terra di Santi

In Umbria, in particolare, si respira un’atmosfera molto mistica e religiosa, conferitagli dalle illustre personalità di santi (Francesco, Benedetto, Chiara, Rita) che vi hanno soggiornato.

Assisi

Barattare l'ospitalità
Assisi, a spasso con gli host

E’ davvero indimenticabile l’emozione che abbiamo provato passeggiando per le vie di Assisi (grazie Claudia e Michele per averci portato!). La città continua a vivere nel mistico ricordo di Francesco e continua ancora oggi a ispirare le vite di molti uomini, di viandanti, di pellegrini e di turisti, che la assediano in massa soprattutto durante il periodo estivo. Ora che è inverno la città è pervasa da uno strano silenzio, che invita al raccoglimento e alla meditazione. La chiesa di San Francesco conserva intatta la tipologia medievale e i gioielli architettonici romanici e gotici. Ci sono anche meravigliosi affreschi, fra cui il ciclo di Assisi raffigurante la vita del Santo e opera del grande Giotto.

Francescani

Non è raro incontrare per strada giovani seminaristi che hanno ricevuto la chiamata. Contraddistinti dal saio e da un umile paio di sandali, i giovani aspiranti Francescani scelgono di seguire il Signore, sulle orme del Santo D’Assisi, vivendo la sua stessa vita, negli stessi luoghi, quindi custodendoli. La loro opera è volta a diffondere i Vangeli, ma soprattutto aiutare i bisognosi. Uno dei modi più belli per dare un senso alla propria esistenza.

La storia di San Francesco

Tutto ha avuto inizio alla Porziuncola, la piccola chiesa costruita da S. Francesco e dai suoi seguaci, ora racchiusa all’interno di una mastodontica chiesa più grande (la ricca chiesa di Santa Maria degli Angeli). Qui, circa ottocento anni fa, il Santo fu ispirato a vivere il vangelo sine glossa, ovvero alla lettera, passando dalla parola all’azione, cioè portando nella pienezza dei gesti quotidiani il messaggio di Gesù nella vita di tutti i giorni.

Assisi

Francesco il viaggiatore

Francesco è un personaggio di forte attualità e la sua storia lascia dentro di noi un’impronta indelebile. Un uomo che in un periodo molto travagliato (tale quale è il nostro) sceglie di intraprendere una via del tutto controcorrente e rischiosa: abbandona comfort, sicurezze, ricchezze, averi e status. Oltre a questo rischia di essere bollato come eretico e scomunicato! Francesco è soprattutto un viaggiatore: prima intraprende un apostolato itinerante in diverse zone d’Italia, poi raggiunge l’Egitto, dove impressiona i sultani con la sua semplicità e povertà.

Semplicità volontaria

Per Francesco la povertà è il distacco dalle cose del mondo per fissare lo sguardo sui beni celesti, in una fraternità in cui si è tutti uguali. Secondo i reperti storici, nel 1208 in una chiesa della città, scoprì queste parole nel Vangelo e decise di metterle in pratica:

“Se vuoi essere perfetto, va’ e vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri.

E sfogliando ancora:

Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno. In qualunque casa entriate, là rimanete e di là riprendete il cammino 

Anche noi, come Francesco, abbiamo scolpito queste parole nel nostro cuore e ne faremo tesoro. Ci serviranno per continuare ad affrontare questo viaggio in Italia, e tutti i prossimi viaggi che compieremo. Viaggi, i nostri, contraddistinti dalla semplicità volontaria come quelli del santo.

Lungi dal voler dare a questo messaggio un’impronta religiosa, cercheremo di non farci mai mancare quegli strumenti che sono serviti a lui, Francesco, per cambiare la sua vita, quella degli altri e la storia della Chiesa: gli strumenti della dell’umiltà, della fraternità e della gioia, necessari per godere di ciò che la vita, con le sue mille sfumature, ha da offrire.

Continua a seguire la nostra avventura! 

Post precedenti:

Una-sosta-inaspettata

I cavalli della Val D’Elsa

Inizio avventura:

In Italia Con Lentezza

 

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